Pubblicato il da Redazione

E' intervenuto anche uno dei più celebri conduttori televisivi del nostro paese, in merito al divieto sulla pubblicità dei giochi che si sta discutendo in parlamento. Contattato da una testata del settore, lo showman ha detto la sua in merito all'argomento.


Continua l'iter parlamentare sul divieto della pubblicità del gioco d'azzardo nel nostro bel paese. Di interventi, da politici ad esperti del settore, nelle ultime settimane ve ne abbiamo riportati diversi. Questa volta a dire la sua sull'argomento è Paolo Bonolis, esperto di programmi basati su dei giochi per la TV. Nelle sue dichiarazioni, rilasciate ad AGIMEG, ha spiegato il suo punto di vista sulla faccenda.

"Se la pubblicità sui giochi esiste, non vedo perché non debba continuare esserci. Se è legalmente accettata è giusto che chi se ne occupi continui a farlo. Secondo me bisogna evitare esagerazione da una parte e dall’altra. Non credo sia giusto eliminare la pubblicità in quanto si tratta di un settore imprenditoriale come un altro, ma bisogna comunque tutelare alcune fasce della popolazioni e quindi i messaggi pubblicitari devono essere controllati e riportare il tutto verso l’aspetto più ludico". Niente di più vero, ci verrebbe da aggiungere.

Il conduttore televisivo continua con la sua analisi, molto lucida e chiara, nonostante non si possa definire un esperto del settore: “E' giustissimo tutelare i minori e quindi avere le sale gioco non vicino a zone ‘sensibili’ è sacrosanto, anche se il problema delle distanza è relativo visto che comunque i punti di gioco si possono raggiungere facilmente. Il problema sta invece a monte perché bisognerebbe trasmettere ai giovani più cultura sul gioco, lanciare messaggi più diretti e diffusi sull’approccio che bisogna avere, ricordando sempre che il gioco in quanto tale è solo un momento di svago ed evasione e non deve diventare una malattia od una ossessione”.

In conclusione, anche Bonolis è d'accordo sul fatto che il vero problema non sia la pubblicità sui giochi, ma una vera e propria assenza di cultura del gioco nel nostro paese. Nella speranza che, chi di dovere, prenda le decisioni giuste per l'interesse comune.