Pubblicato il da Redazione

E' apparsa oggi una bella intervista realizzata dall'agenzia di stampa Agipronews a Paolo Di Feo, Ceo di Active Games e Giochi24 e che noi della redazione di PIW abbiamo deciso di riprendere, per sottolineare la nostra ferma opposizione ad una proposta di legge assolutamente errata.


Di seguito trovate una parte dell'intervista che Paolo Di Feo Ceo, di Active Games e Giochi24 ha rilasciato all'agenzia di stampa Agipronews.



Il divieto di pubblicità per ora solo ipotizzato in proposte di legge in sede parlamentare è un tema che riguarda soprattutto l’online. Alla luce dell'esperienza vissuta al vertice di una multinazionale, come verrà vissuta questa ipotesi all'estero?

Ogni cambiamento genera opportunità di vantaggio competitivo per chi saprà sfruttarle e dispone di tecnologie, flessibilità e conoscenza per muoversi rapidamente. Bisogna però vedere come verrà attuato, a oggi poter comunicare è in realtà uno dei modi di farsi riconoscere degli operatori legali. La paura è che si vada verso un blocco generico che agevolerebbe soprattutto chi riesce ad aggirarlo, specialmente su Internet, e per definizione a farlo sarà chi - operando in modo illegale dall’estero - non corre rischi. Più interessante per gli operatori legali e più utile al controllo della ludopatia sarebbe piuttosto imporre dei limiti per media e per tipologia di messaggio, che permettano ai consumatori di essere consapevoli e riconoscere i rischi e le differenze.

Come si può tentare di far presente la posizione dell'industria?

Vorremmo riunire gli operatori online per far sentire la loro opinione, li invito a contattarmi così come invito i legislatori a sentire anche i diretti interessati. Oggi si sente molto parlare chi non ha mai fatto pubblicità o ha altri interessi primari come la gestione di una rete fisica. Da un punto di vista di mercato, una limitazione porterà in primo luogo a un'ulteriore valorizzazione della rete fisica come veicolo di acquisizione. Inoltre, causerà un aumento di valore delle basi clienti attuali, v?ista la difficoltà di nuove acquisizioni, e una progressiva concentrazione di mercato. Aprire una società da zero o creare liquidità a un nuovo gioco sarà quasi impossibile, acquisire operatori sarà più economico e veloce che acquisire giocatori, anche se poi le fusioni vanno gestite in modo intelligente avendo il know-how per riconoscere cosa si compra davvero e sapendo come gestire le dinamiche che si creano.