Pubblicato il da Redazione

Dopo tanto discutere sono state prese le decisioni in meritoalla pubblicità del gioco d'azzardo. Il governo ha deciso di non vietare completamente la pubblicità del gioco ma di regolamentarlo in tv, con gli spot vietati dalle 07 alle 22, una scelta saggia che mette tutti d'accordo.


E’ stato depositato in commissione Bilancio alla Camera il tanto atteso emendamento del governo in tema di giochi. Il prelievo sulle slot sale dal 15 al 17,5%. La pubblicità dei giochi in denaro andrebbe vietata dalle ore 7 alle 22 in tv e in radio. È una giornata ricca di notizie questo venerdì 11 dicembre 2015 per quanto riguarda il settore dei giochi in Italia. Nella notte infatti è stato depositato in commissione Bilancio alla camera un atteso emendamento sull ddl di Stabilità con diverse novità interessanti. Si parla prima di tutto di slot machine e di un prelievo che andrebbe aumentato al 17,5%. Inoltre la percentuale destinata alle vincite (ovvero il payout) andrebbe fissata in misura non inferiore al 70%. Dal 1° gennaio 2016 viene bloccato il rilascio di nulla osta per nuovi apparecchi, a meno che non si tratti di una sostituzione delle macchinette in esercizio.


Dal 1° gennaio 2017 saranno rilasciati solo nulla osta per i nuovi apparecchi “da remoto”, e non più sulle macchinette con le caratteristiche attualmente in esercizio, prevedendo la riduzione proporzionale (in misura non inferiore al 30%) del numero di nulla osta delle macchinette attive al 31 luglio 2015, riferibili a ciascun concessionario. Il parco macchine attuale dovrà essere dismesso entro il 31 dicembre 2019. Nessun intervento sulle vlt: la tassazione rimane al 5,5%, con l’aumento dello 0,5% già approvato dal Senato. È stata annullata inoltre la famosa tassa dei 500 milioni per gli opartori slot e vlt.


Divieto spot dalle 07 alle 22Dopo il comma 534 che regola il bando gara per le concessioni del Bingo, è stato inserito il 534bis in cui si specifica che entro il 30 aprile 2016 in Conferenza unificata Stato, Regioni ed enti locali “sono definite le caratteristiche dei punti vendita dove si raccoglie gioco pubblico, nonché i criteri per la loro distribuzione e concentrazione territoriale, al fine di garantire i migliori livelli di sicurezza per la tutela della salute, dell’ordine pubblico, della pubblica fede dei giocatori e dei soggetti economici e prevenire il rischio di accesso dei minori di età”.



Sono state fissate anche le attese norme per la pubblicità del gioco, che va fatta (fermo restando quanto previsto dalla legge Balduzzi) tenendo conto dei principi previsti dalla Raccomandazione della Commissione Europea 2014/478/Ue del 14 luglio 2014. In ogni caso, è vietata la pubblicità che presenti numerose caratteristiche. Non bisogna incoraggiare il gioco eccessivo o incontrollato, negare che il gioco possa comportare dei rischi, presentare o suggerire che il gioco sia un modo per risolvere problemi finanziari o personali.


È altresì vietata “la pubblicità di giochi con vincita in denaro nelle trasmissioni radiofoniche e televisive generaliste dalle ore 7 alle ore 22 di ogni giorno. Sono esclusi dal divieto i media specializzati con decreto del Mef di concerto con il Ministrero dello sviluppo economico, nonché le lotterie nazionali a estrazione differita”. Sono altresì escluse le forme di comunicazione indiretta “derivanti dalle sponsorizzazioni nei settori della cultura, dell’istruzioni e della ricerca, dello sport, nonché nei settori della sanità e dell’assistenza”.


È stata inserita anche la tassazione sul margine: a decorrere dal 1° gennaio 2017, alle scommesse a quota fissa l’imposta unica sul margine sarà del 18%, mentre sulle scommesse online del 22%. Per il Bingo online, sempre dal 1° gennaio 2017, l’imposta sarà del 20%, mentre, a decorrere dal 1° gennaio 2016, per i giochi di abilità a distanza con vincita in denaro l’imposta sul margine sarà del 20%.