Pubblicato il da Giuseppe "Pidduv" Messineo

Scendono le puntate sul poker cash game (-17% di 'spesa' rispetto allo stesso mese del 2015) mentre restano stabili quelle sui tornei e sit'n'go'. Un trend che continua a ripetersi e che manifesta l'evidente difficoltà di una modalità di gioco purtroppo destinata a numeri sempre più bassi.


Non arrivano buone notizie dal settore del poker online made in Italy, dove il cash game continua a precipitare con dati sempre più preoccupanti. Gli ultimi, appena emessi da Agimeg, confermano il trend negativo con una evidente flessione nelle puntate ai tavoli con soldi reali.

La spesa infatti (raccolta dei concessionari – meno vincite dei giocatori) anche stavolta è calata, toccando il -17% rispetto allo stesso mese del 2015. Resta invece praticamente stabile, rispetto ad un anno fa (-0,2%), la spesa nei tornei di poker (6,8 milioni di euro). Un dato anche qui in tendenza che evidenzia lo stato di equilibrio, verso il basso, di un mercato oramai appiattito.

A tirar su le sorti dei giochi online ci pensano i casino, lanciatissimi con una spesa di 33 milioni di euro, in crescita del 35,3%. Questo permette alla spesa complessiva, per i settori del poker e casino online, di crescere: a febbraio gli italiani hanno speso sulla rete Aams circa 46 milioni di euro, per un incremento del 18,5% rispetto allo stesso mese del 2015.

Insomma, si respira grazie alla 'novità' dei casino, ovviamente senza dimeticare i buoni numeri delle scommesse sportive.


Il problema resta, purtroppo, il poker online e nello specifico il cash game. Urge un rimedio, che potrebbe arrivare dalla liquidità condivisa tanto discussa in queste settimane. Se l'Italia riuscisse a creare un mercato 'europeo' con Spagna, Francia e Portogallo si potrebbe rivivere un nuovo boom del settore... ma la strada è ancora lunga.
Francesco Rodano
Come ha già affermato il capo del Gioco a distanza dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, Francesco Rodano:


"Di liquidità condivisa si sta parlando, ma ci sono delle difficoltà. Forse perché nel caso del poker solo uno o due grandi operatori avrebbero dei vantaggi. Per far funzionare tutto servono standard comuni, altrimenti il gioco non funzionerebbe. L’Italia è disponibile a compiere un passo verso la liquidità internazionale ma ci manca... il partner. Spagna e Francia per motivi diversi, relativi a questioni di Governo e di legge sul gioco online, non sembrano pronte. Magari si può esplorare la possibilità di discuterne con il Regno Unito".