Pubblicato il da Giuseppe "Pidduv" Messineo

Cresce la spesa nel gioco online italiano. Nei primi 9 mesi del 2017 l'incremento è stato addirittura superiore al 25,7%. Va male solo il poker cash game, in flessione del 4,2%.

 

Arrivano buone notizie per il gioco online made in Italy, dove si è registrato un notevole aumento della spesa nei primi 9 mesi del 2017. L'incremento è stato addirittura superiore al 25,7%, passando dai 717,2 milioni del periodo gennaio-settembre 2016 ai 906,3 milioni di euro dell’anno in corso. Sono andati bene praticamente tutti i settori ad eccezione del poker cash game.

Questa modalità infatti, pur rappresentando una fetta importante di mercato (52 milioni di euro nei primi nove mesi del 2017), ha registrato una flessione del 4,2% sull'anno precedente (54,3 milioni).

La prima voce in termini di spesa, si legge sul report di Agimeg, è costituita dai casino games, che continuano a trainare il mercato del gioco via internet.

Nei primi nove mesi dell’anno la spesa è stata di 408,3 milioni di euro, pari al 45,5% del totale, in aumento del 29,5% sull’anno precedente (315,3 milioni). Ancora più significativa la crescita delle scommesse sportive che hanno superato i 339 milioni di euro (37,4% del totale), il +34% rispetto ai 253 milioni del 2016. Terzo gioco per importanza, il poker a torneo, che registra un +17,7% a 61,8 milioni (6,8% della spesa totale).

Va male solo il poker cash game, in flessione del 4,2%
Va male solo il poker cash game, in flessione del 4,2%


In termini percentuali, l’incremento maggiore si evidenzia nel betting exchange, lo scambio scommesse tra giocatori, che tra gennaio e settembre 2017 è cresciuto dell’81,8% attestandosi a 4 milioni di euro contro i 2,2 milioni del 2016. Segno più anche per scommesse virtuali (+5,1% a 8,2 milioni di euro), Ippica (+3,4%) e Bingo (+2,5%).

Arrivano conferme quindi sul momento non certo positivo del poker cash game. Del resto già qualche giorno fa i dati della raccolta di settembre avevano raccontato, nonostante qualche segnale di lieve crescita, di un settore in evidente difficoltà rispetto a quello dei tornei, dove gli italiani hanno indirizzato oramai le maggiori attenzioni.