Pubblicato il da Giuseppe "Pidduv" Messineo

E' ufficiale! Tra qualche settimana Spagna e Francia permetteranno ai propri giocatori di partecipare alle prime partire internazionali di poker online.

 

Dopo l'Autorité de Régulation des Jeux En Ligne (ARJEL) francese anche la Dirección General de Ordenación del Juego (DGOJ) ha praticamente dato il via alla liquidità condivisa. L'ente che regola il gioco a distanza per la Spagna ha infatti appena firmato la risoluzione accettando di autorizzare la partenza dell'offerta.

Una scelta di prospettiva che apre alla possibilità per gli operatori di offrire tavoli da gioco più ricchi e interessanti per i player dei due Paesi, già a partire dalle prossime settimane.

Adesso, come si legge su Agimeg, si attende solo la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale, il prossimo mese di gennaio, che consentirà agli operatori che hanno licenze di gioco statali di offrire poker online agli utenti spagnoli in tavoli e tornei in cui vi sono utenti delle giurisdizioni firmatarie dell’accordo sulla liquidità condivisa firmato a Roma lo scorso 6 luglio, nei termini stabiliti da tali giurisdizioni.

Come sottolineato dalla DGOJ, l’implementazione di questa fetta di mercato del gioco in Spagna, dopo l’ok della Francia, fornirà un nuovo slancio ad un movimento ancora in divenire.

Liquidità condivisa? Per il momento l'Italia è fuori
Liquidità condivisa? Per il momento l'Italia è fuori


Quindi, tutto fatto per Spagna e Francia mentre in Italia non si muove una foglia. L'Agenzia delle dogane e dei monopoli, in questo senso, non si fa sentire già da diversi mesi. Un brutto segnale soprattutto se si pensa alla fase di stallo in cui il nostro Governo si appresta ad entrare in attesa delle prossime ed importantissime elezioni.

Intanto si parla sempre di meno dell'idea di arrivare alla creazione di una piattaforma tecnologica unica, che Sogei potrebbe candidarsi a gestire, che consentirebbe a tutti i soggetti di poter partecipare alla liquidità internazionale senza agevolare un Paese o un operatore rispetto ad un altro. Una soluzione 'alternativa' che rispetterebbe anche la volontà del parlamento italiano di non intervenire più sulla materia giochi prevedendo ulteriori allargamenti di portafoglio dei prodotti in un momento in cui in molti cercano di ridurre l’offerta.