Pubblicato il da Giuseppe "Pidduv" Messineo

Non si placano le polemiche sul controverso Decreto Dignità voluto dal ministro Luigi Di Maio. Sull'argomento è intervenuto ancora una volta il presidente dell’associazione Logico che ha ribadito l'inutilità del divieto assoluto di pubblicità sul gioco d'azzardo.

 

Moreno Marasco è tornato a parlare del tanto discusso Decreto Dignità voluto dal Ministro del Lavoro e dello Sviluppo Economico e appena approvato dal Consiglio dei Ministri. Il presidente dell’associazione Logico ha ribadito, durante un'intervista rilasciata al Tempo, l'inutilità di un tale provvedimento preso, tra l'altro, senza avere mai sentito gli addetti ai lavori:

"Un bicchiere di vino è come una scommessa da due euro: non ha mai fatto male a nessuno. Il gioco online è una forma di intrattenimento se praticato, giustamente, con moderazione. Contestiamo lo stop totale delle sponsorizzazioni e pubblicità delle scommesse nel metodo e nel merito. Prima di tutto consideriamo che la modalità del decreto sia stata inappropriata: non è qualcosa che ha carattere di urgenza e con ciò si è anche esautorato il Parlamento, evitando oltretutto qualunque dialogo con le parti.

Non è mettendo lo stop alla pubblicità che si otterrà il risultato di prevenire il fenomeno della ludopatia. Mi spiego: la 'domanda' del gioco esiste a prescindere dalla pubblicità e dall’offerta stessa dei concessionari e dei monopoli. Dico oltretutto che togliere la pubblicità non è una buona scelta, dato che rappresenta l’unico strumento che abbiamo noi concessionari online per distinguerci dagli operatori illegali."

E come dargli torto, del resto non ci vuole poi tanto a capire che un provvedimento del genere può soltanto agevolare il mercato illegale. Il divieto totale di pubblicità toglie infatti alle aziende che hanno investito nell'online l'unica arma con cui possono distinguersi dall'invasione di siti che operano senza nessun tipo di licenza.

Il Ministro del Lavoro e dello Sviluppo Economico Luigi Di Maio
Il Ministro del Lavoro e dello Sviluppo Economico Luigi Di Maio


In questo senso come faranno i giocatori in futuro a riconoscere un sito illegale da uno legale? Ma non solo... quanti soldi perderà lo stato per i mancati investimenti delle società che dovranno gioco forza fermarsi?

Per saperlo non ci resta che aspettare. Intanto la speranza è che qualcuno intervenga modificando tutta la parte sul divieto senza dimenticare ovviamente di lasciare in primo piano la sicurezza dei giocatori. Gli interventi servono ma non su questa linea...