Pubblicato il da Giuseppe "Pidduv" Messineo

Si continua a discutere sul divieto assoluto di pubblicità sui giochi. Sull'argomento è intervenuto anche Gabriele 'Galb' Lepore che ha definito l'intervento del Governo una soluzione non adeguata al problema.

 

Non si placano le polemiche nate intorno al controverso Decreto Dignità voluto dal Ministro del Lavoro e dello Sviluppo Economico Luigi Di Maio. Tra i tanti che lo hanno criticato c'è anche il poker pro targato Sisal Poker, Gabriele Lepore, che in un suo post su Facebook ha definito lo stop alla pubblicità come una "soluzione non adeguata al problema!"

Per 'Galb' infatti bisognerebbe dare un altro tipo d'aiuto a chi è sotto rischio ludopatia:

"In questi giorni stiamo lavorando a una startup innovativa, uno strumento di prevenzione vero e proprio destinato sia al poker che ai giochi da casinò o attività come il betting sportivo. Con la collaborazione dei distributori di giochi sarà possibile impostare dei parametri per limitare l'accesso agli stessi, a seconda dell'esito del test di autovalutazione della durata di pochi minuti, e quindi limitare i flussi di giocate quando alcuni parametri risultano essere sotto la soglia di sicurezza."

Insomma, la tecnologia come rimedio con l'obiettivo di proteggere la salute delle persone rendendoli più consapevoli dei propri limiti. Quindi niente proclami demagogici, che suonano come un ritorno a un'anacronistica era del proibizionismo, ma solo un nuovo modo di avvicinarsi ad un problema, quello della ludopatia, che va sicuramente affrontato.

Lo stop alla pubblicità ancora al centro delle polemiche
Lo stop alla pubblicità ancora al centro di grandi polemiche


Ed a proposito di proibizionismo il pro di Sisal ha voluto precisare:

"Il ban alla pubblicità taglierà fuori i piccoli operatori. A guadagnarci saranno così le grosse aziende in virtù della loro diffusione capillare e della capacità di investimento. Quelle piccole saranno costrette a riqualificare i propri dipendenti (nel migliore dei casi) o licenziarli, perché senza pubblicità sarà impossibile per loro sopravvivere nel mercato.

Assieme ai grandi gruppi ne beneficerà il gioco illegale, che potrà continuare a proliferare sfruttando i canali 'underground' da sempre utilizzati, senza che dall'altra parte vi sia una netta distinzione con quello legale. Per chi non lo sapesse, e credo che al di fuori dei pokeristi si tratti della quasi totalità della popolazione, oltre alla trasparenza dei servizi e all'entrata nelle casse dell'erario, il gioco legale si distingue da quello illegale per la possibilità di impostare dei limiti di spesa.

Ma, cosa ancora più importante, risulta impossibile effettuare una giocata se non si hanno concretamente dei soldi a disposizione. Sulle piattaforme illegali invece, vale ancora 'la parola' si ha del credito sul conto gioco pur senza fornire garanzie concrete. E quando i soldi mancano si va in mano agli strozzini, che in alcuni casi sono gli stessi 'concessionari' del gioco!"