Pubblicato il da Giuseppe "Pidduv" Messineo

Stanleybet non ci sta e attraverso il suo Chief Executive, Giovanni Garrisi, annuncia che se il Decreto Dignità dovesse essere approvato senza modifiche si impegnerà con tutte le sue forze in una battaglia per il ripristino della legalità.

 

Dopo LeoVegas anche Stanleybet alza la voce per ribellarsi al controverso 'Decreto Dignità' che prevede, tra le altre cose, il divieto assoluto delle pubblicità sui giochi. E così la società di betting e gaming che opera in tutta Europa e in Italia ha fatto sapere, attraverso Giovanni Garrisi, di essere pronta a combattere in tutte le sedi legali per far rispettare i propri diritti.

Lo Chief Executive, in un'intervista rilasciata da Agimeg, si è detto sicuro di poter far valere le ragioni della sua società perché "un divieto al 100% assoggetterà la norma ad una bocciatura futura al 100%".

Garrisi ha poi aggiunto che il Decreto, lasciato in questa forma totalitaria, è un'ingiustizia che l'intero settore non merita. E non solo:

"La parola 'dignità' fa pensare a concetti come responsabilità, senso della misura, equilibrio, proporzionalità, ragionevolezza... principi assenti dal decreto, denominato 'dignita' proposto dal governo. Se i principi di base che hanno ispirato il Governo sono a mio parere pienamente condivisibili il testo presentato in aula manca l’obiettivo.

In materia di gioco il ministro Di Maio ha fatto riferimento alle lobby e ai poteri forti scatenati contro il Decreto. Confesso che, dopo aver combattuto tutta la mia vita professionale contro questi poteri forti, che ben conosco, non posso che tributargli la mia simpatia e piena solidarietà. Ma lo invito a riflettere: una attività legittima non può subire un taglio totale della pubblicità. Si tratta di una scelta che viola il principio di legalità.

La mia esperienza mi consente di dirgli che questa scelta non reggerà all’impatto dei tribunali, a cui necessariamente le aziende del settore dovranno rivolgersi. Io riconosco che in linea di principio il divieto di pubblicità al gioco d’azzardo non può che essere condiviso. Tuttavia il TAR Liguria, ad esempio, ci ha appena detto, con sentenza di 2 giorni fa, che per le agenzie di scommesse non valgono i limiti di vicinanza ai luoghi sensibili.

Infatti le scommesse che vengono offerte nei negozi dello stato sono considerate giochi di abilità, non giochi di azzardo. Quindi un primo passo di ragionevolezza potrebbe essere di non assoggettare al divieto di pubblicità anche le agenzie di scommesse sportive, che sono Concessionari dello Stato con licenza di polizia, non delinquenti. L’installazione di macchine da gioco è una attività legittima esercitata sotto forte controllo del Regolatore ADM e delle forze di polizia. Perché non consentirne una limitata pubblicità, in modo limitato e con regole nuove a protezione delle categorie deboli?

La pubblicità per i negozi di scommesse o per il gioco online su concessione ADM non comporta alcun rischio per l’utente, ed è soggetto a stringenti controlli per impedire l’infiltrazione della criminalità e attività di riciclaggio. Da ultimo una riflessione: impedire l’attività lecita può avere gravi riflessi sulla legalità del settore che una volta era completamente fuori dal controllo dello Stato. Oggi tutto è fortemente controllato. Il divieto di pubblicità dovrebbe essere proporzionale alla pericolosità effettiva delle singole attività".

Garrisi ha poi chiuso avvertendo che "se il decreto dovesse essere approvato senza modifiche, la Stanley si impegna in favore di tutti per una battaglia di ripristino della legalità attraverso i tribunali della Repubblica".