Pubblicato il da Giuseppe "Pidduv" Messineo

Con 155 voti favorevoli, 125 contrari e un astenuto, il Senato ha purtroppo approvato il Decreto Dignità. Tutto invariato quindi con la discussione in aula non ha portato a nessuna modifica rispetto al testo licenziato dalla Camera dei Deputati.

 

Brutte notizie per il gioco online e non solo. Il controverso Decreto Dignità, voluto dal Ministro del Lavoro e dello Sviluppo Economico Luigi Di Maio, è infatti stato approvato dal Senato (155 voti favorevoli, 125 contrari e un astenuto) ed è adesso legge. D'ora in poi, come previsto dall'articolo 9, sarà vietata ogni forma di pubblicità e di sponsorizzazione.

Una bella batosta per le tante società che lavorano in questo settore e che in caso di trasgressione si troveranno a pagare una multa pari al 20% del valore della sponsorizzazione o della pubblicità e comunque non inferiore a 50mila euro. E proprio su questo sono intervenute ieri le tante leghe sportive che sopravvivono anche grazie ai soldi dei network online che propongono il gioco legale.

Una mossa quasi dovuta, come si legge su Agimeg, per le grandi preoccupazioni che l’impatto del divieto potrebbe avere nel breve e lungo termine. In questo senso Serie A, Serie B, Basket e Pallavolo Serie A Maschile e Femminile, hanno chiesto di essere coinvolti nel processo di riordino del settore del gioco:

"Auspichiamo che questo percorso di riordino scaturisca dal confronto non solo tra Governo, Agenzia dei Monopoli e operatori dei giochi con vincite in denaro, ma anche dal coinvolgimento del mondo dello Sport, dati gli effetti che avrà sulla competitività economica e agonistica del settore. Da parte nostra intendiamo mettere a disposizione del contrasto all’azzardopatia e ad ogni devianza e dipendenza le competenze e il ruolo educativo e di modello positivo da sempre costituito dallo Sport, facendoci parte attiva e propositiva in questo percorso".

Il divieto di pubblicità dei giochi è legge!
Il divieto di pubblicità dei giochi è legge!


Intanto il Servizio Bilancio del Senato ha stimato in circa 550 milioni di euro il minor gettito derivante dal divieto di pubblicità dei giochi con l'online che subirà effetti più negativi rispetto a quelli evidenziati in precedenza.