Pubblicato il da Giuseppe "Pidduv" Messineo

Davvero interessanti i dati emersi dall'indagine 'Young Millennials Monitor' condotta dal Nomisma. I numeri raccontano infatti di una percentuale irrisoria di giovani influenzati dalla pubblicità sui giochi.

 

Sono stati presentati a Milano, dall’Amministratore Delegato di Nomisma Luca Dondi, i dati relativi allo studio denominato 'Young Millennials Monitor'. L'indagine ha stabilito come sia davvero bassa, appena il 5%, la percentuale dei giovani che decidono di giocare dopo aver ascoltato della pubblicità. La scarsa rilevanza sull'enorme numero di giocatori riguarda anche i bonus, ovvero le promozioni, che i vari operatori propongono soprattutto nel gioco online.

Un dato, che secondo Dondi, "deve fare riflettere sull’efficacia di un divieto totale di pubblicità che evidentemente non potrà avere quei risultati che molti si aspettano".

E su questo c'erano pochi dubbi come ha conferma il presidente di Logico, Moreno Marasco, a Gioconews: "La ricerca fornisce l’ennesima prova evidente ed inconfutabile circa l'’inconcludenza delle misure di divieto di pubblicità introdotte dal decreto dignità. Infatti risulta residuale l’impatto della pubblicità (4% scelta singola, driver predominante, 8% scelta multipla, fattore secondario).

Emerge invece quanto il divieto di pubblicità sia addirittura controproducente, poiché viene fuori una problematica di percezione di quali siano i luoghi (online e fisici) legali. La pubblicità non funge quindi da stimolo, bensì costituisce strumento di informazione e canalizzazione della domanda di gioco (che esiste a prescindere) verso il circuito legale e quindi verso le tutele.

Emergono poi dei pregiudizi. Non è considerato eclatante un dato di mancata recidiva del 70% dei rispondenti, ma 'desta preoccupazione' il fatto che il 25% risponda di aver giocato nuovamente 'a volte'. Inoltre si ritengono per assurdo più tutelanti i luoghi fisici, mentre pare evidente che l’online legale (che come sappiamo rappresenta solo il 5.5% dei giocatori e 8% della spesa) sia la soluzione ai problemi evidenziati dalla ricerca".

Moreno Marasco
Moreno Marasco


Intanto il divieto di pubblicità continua a mietere vittime. Sarebbero infatti circa 150mila i lavoratori italiani del gioco che hanno perso il lavoro o che sono in procinto di perderlo.