Il gioco del poker, con la sua versione online accessibile a tutti da ogni angolo del globo, è entrato nelle case di milioni di persone. In Italia non facciamo eccezione ed anche da noi c'è sempre più gente che gioca a poker online.
Il denaro che circola è davvero ingente e le possibilità di crearsi un vero e proprio business col poker online è reale e tangibile. Sono sempre di più le persone che fiutano la possibilità di incrementi delle proprie entrate finanziarie solo passando qualche ora in più al computer a giocare.
E c'è chi, inevitabilmente, preferisce trascorrere molto più tempo attaccato al pc e far massa di tornei e sit'n'go e far del poker online una vera e propria professione.
Ma come vedono gli altri questa nuova professione? Mettiamoci un attimo nei panni di chi con questo gioco non ha la confidenza che può avere un qualsiasi appassionato di texas hold'em e vede un amico, un proprio caro o magari il proprio figlio che, anziché dedicarsi allo studio, sceglie di passare il proprio tempo a grindare su poker rooms magari senza uscire dalla propria stanza per infinite ore.
Sicuramente se dovessi mettermi nei panni di un padre che vede il proprio figlio di 20 anni scegliere il poker all'università non ne sarei particolarmente contento.
Parlo da giocatore e conoscitore delle potenzialità che il gioco online può dare in termini di guadagno per chi ha l'abilità di giocare e vincere mensilmente cifre simili ad uno stipendio medio, ma molto spesso anche superiori.
Analizzando quelli che sono i fattori positivi e negativi non ne sarei contento per svariati motivi. Il poker online è un gioco in continua espansione nel nostro paese da 3 anni circa, ma fino a quando durerà questo boom del gioco che attualmente è in crescita ma che inevitabilmente si fermerà, arriverà quindi il calo che porterà ad un assestamento del mercato con solo i veri giocatori a continuare a perpretarlo.
Guadagni meno facili nel futuro per i giocatori quindi e possibilità meno concrete di vivere solo giocando dal pc di casa. Questo è lo scenario probabile ma non in tempi strettamente brevi.
Non da meno il fatto che comunque, per quanto il poker sia un gioco di abilità, e di questo ne sono fermamente convinto, ci son sempre i periodi di varianza negativa in cui non si riesce a tirar su il minimo indispensabile per venir contro alle esigenze economiche primarie.
Certo, se si è davvero bravi i guadagni posson esser tali da permetterti un paio di mesi di buio totali ma chi può avere la certezza che il periodo di regressione sia di un paio di mesi e non un paio d'anni?
Ma mettendoci più specificatamente nei panni di un genitore attuale. Gente che non è necessariamente cresciuta con un pc in casa, con internet e la banda larga disponibile per tutti.
Gente abituata alle canoniche 8 ore di lavoro quotidiano e che ha costruito la propria prefessione dedicandosi principalmente allo studio. Una generazione diversa insomma. Mettiamoci un attimo nei loro panni di ex sessantottini o poco meno.
Gente che ha vissuto la propria gioventù negli anni 60/70 abituata e mentalizzata in maniera totalmente diversa.
Di sicuro, guardando al proprio figlio vivere in maniera del tutto opposta la propria gioventù, rispetto ai canoni ai quali si è abituati, difficilmente un genitore riesce a capire e condividere le motivazioni, malgrado l'importante componente economica.
Ed il periodo di crisi globale è un prezioso alleato per i giovani che, con solo un pc ed una connessione, riescono a sbarcar il lunario e a crearsi un'indipendenza.
Ho detto che non sarei contento, è vero, ad avere un figlio che vive di poker. Ma io stesso non mi discosto tanto da questa generazione e non critico nessuno, anzi. La situazione non è delle più rosee per nessuno e chiunque riesca a crearsi una professione sfruttando le opportunità che sicuramente prima non c'erano non è tutto sommato criticabile.
Ci sono persone davvero in gamba che vivono la vita in maniera del tutto normale e non necessariamente passando le giornate attaccati allo schermo.
Ecco questo probabilmente vorrebbe un genitore per un figlio. Un lavoro che dia soddisfazione e guadagno ma che sopratutto li veda realizzati e soddisfatti e, non da ultimo, che lasci il tempo di vivere i momenti di libertà e svago.
Ed in questi termini non crediamo che col poker online, che non ha orari precisi, ci sia il rischio di non prendersi i propri tempi. Il computer lega parecchio, questo è vero, e a volte ci si spende una giornata intera senza rendersi conto del tempo passato. Ma le possibilità di gestirsi sono evidenti e facilmente sfruttabili.
Cari genitori, rassegnatevi. Anzi, cercate di capire facendovi spiegare dai vostri figli le meccaniche del gioco. Chissà che nelle vostre domeniche di riposo non vi venga in mente di farvi una partitina...
Roberto 'Ronnie Rosenthal' Sorrentino
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