
Nel poker il rush è definito come una serie di vittorie legate in tutto o in parte alla fortuna; se ne parla spesso, spesso riferendosi all'ambito dei tornei multi tavolo, eppure non esiste nessuna dimostrazione effettiva della loro esistenza.
Sono una cosa tipo U.F.O., ogni tanto li vediamo, o forse crediamo solamente di vederli e, soprattutto, non possiamo mai dimostrarli o prevederli. Un rush è un rush solo ed esclusivamente a posteriori, quando è già accaduto.
Cercare una dimostrazione matematica o comunque basata su un qualsiasi argomento scientifico è semplicemente impossibile ma non è detto che non si possano trovare elementi che ci possono influenzare al tavolo in modo da favorire un rush invece che demolirlo in partenza. Le componenti che dobbiamo prendere in considerazione sono per lo più psicologiche e si basano sul concetto dell’ottimismo.
Essere ottimisti al tavolo è un grande aiuto. Non influenza il naturale corso degli eventi e certamente non modifica la sorte che ci è riservata negli showdown. È però molto importante nei piatti uncontested che, anche se spesso sottovalutati, sono una linfa vitale nei tornei MTT. Giocare con una giusta dose di ottimismo ci permette spesso di temere molto meno la sorte risultando più incisivi nelle nostre azioni d’aggressione.
Giocare senza troppo timore è importantissimo anche quando ci troviamo a giocare mani fino al river, colpi nei quali la chiave di tutto sta nel massimizzare i guadagni o minimizzare le perdite. Anche in questo caso l’ottimismo ci sarà d’aiuto rendendoci più lucidi e razionali nelle nostre valutazioni; saremo più inclini a gettare le nostre carte anche su board apparentemente semplici quando un ragionamento valido ci porta a pensare di avere il punto peggiore e, al contrario, sapremo piazzare value bet importanti anche senza avere una monster hand tra le mani.
Non fraintendetemi, un rush non è riducibile a questo. La fortuna serve in misura inversamente proporzionale al proprio livello di preparazione. Certo è che senza la serenità e l’ottimismo al tavolo anche i migliori giocatori possono commettere errori che altrimenti eviterebbero tranquillamente. E allora, se tutto quanto abbiamo detto sinora fosse vero, qual’è la medicina migliore per guarire frustazioni e pessimismo? La vittoria è sicuramente in cima alla lista. È così che forse — il condizionale è d’obbligo — le vittorie favoriscono altre vittorie grazie alla fiducia che infondono e, anche senza una dimostrazione scientifica alla base, rendono possibili i rush che tutti ci auguriamo di vivere prima o poi.






















