Qualche giorno fà ero ospite da amici. Dopo aver cenato, ci siamo messi a guardare tutti assieme un programma sul poker. Ad un certo punto Marco, il figlio del mio amico, 12 anni, si alza e dice: Papà da grande voglio giocare a poker!
Dopo questa affermazione sia io che tutti i presenti siamo rimasti icreduli ad osservare il ragazzino che continuava a ripetere quella frase, sopratutto ricordando quando noi bambini sognavamo di diventare dei grandi giocatori di calcio o degli astronauti alla ricerca di nuovi mondi.
Anche questo è un esempio di come oramai il poker sportivo sia diventato una realtà della nostra società. Vedere tutti quei soldi gettati sul tavolo da poker è naturalmente, non solo per i ragazzini, un
grosso richiamo ed è proprio questa la parte che affascina tutti, la possibilità di guadagnare tanti, tanti soldi.
Il professionista del poker oggi è un personaggio del Vip System, uno "sportivo" che viaggia in tutto il mondo, che frequenta belle donne e che vince milioni di dollari. Ecco perche al figlio del mio amico sembra normale sognare di fare il giocatore di poker.
Quello che era il calciatore per noi, che giocava, guadagnava ed era famoso è oggi il Poker Pro per l'ultima generazione. I tempi cambiano e anche le aspettative dei giovani, purtroppo o per fortuna, cambiano. Se mio figlio un giorno mi dicesse la stessa cosa che Marco ha detto a suo padre non so onestamente come reagirei.
Di certo culturalmente sarei pronto ad affrontare in maniera costruttiva questo argomento, anche grazie alla mia conoscenza del poker sportivo, ma cercherei con tutte le mie forze di indirizzare gli interessi di mio figlio verso altri
lidi. Non che io abbia qualcosa contro chi opta per questa scelta, tutt'altro, ma considero il poker una passione, un plus non uno scopo di vita.
Certamente chi riesce a fare del poker un lavoro ha tutta la mia stima ma preferirei qualcos'altro per mio figlio. La verità è che tra tanti che ci provano alla fine sono davvero pochi quelli che riescono nell'impresa di realizzarsi in questo mondo. Sarei, sicuramente, contento di dividere questa passione con mio figlio ma sarei altrettanto contento vedere indirizzare gli sforzi verso qualcos'altro.
L'avvento del Texas Hold'Em, versione di poker più spettacolare, veloce, pratico ma, sopratutto, meno dispendioso nella sua versione a torneo, ha cambiato radicalmente il modo di vedere il poker. Noto infatti che sono sempre più i ragazzi che si avvicinano a questo gioco con entusiasmo e passione.
Il Texas hold'em fa colore, spettacolo, e le televisioni trasmettono sempre più spesso eventi che ne
raccontano i tornei e fanno appassionare il pubblico. Le generazioni di oggi poi sono figli principalmente di internet ed è grazie al PC che si possono reperire maggiori informazioni, seguire tornei e giocare emozionanti partite on line di poker texas hold'em. Ecco che quindi si sta venendo a creare una generazione di giovanissimi che hanno voglia di giocare a poker on line, che sono esperti di strategie di gioco e di tornei internazionali e che ammirano i grandi campioni della specialità.
Certamente credo non dispiacerebbe a nessuno avere come figlia una altra Annete o il futuro Eastgate. Mi piacerebbe sapere cosa ne pensate voi e cosa pensereste se vostro figlio vi dicesse di volere fare il professionista del poker.
Troverete all'interno del forum di Pokeritaliaweb un sondaggio su questo argomento, vi aspettiamo in tanti per discuterne come sempre in amicizia e armonia.
Scritto da Giuseppe "pidduv" Messineo
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