29 Luglio 2009 in Italia entra in vigore la nuova regolamentazione fortemente voluta dal ministero dell'interno riguardante il poker live, che proibisce in tutte le sue forme il poker live giocato nei circoli, ma e' realmente andata cosi?
In questo mio ennesimo editoriale rivolto al poker live cerchero' di analizzare la situazione venutasi a creare con l'introduzione della norma che proibisce il poker live in Italia al di fuori dei quattro casino', e le possibili soluzioni che Aams adottera' nella prossima regolamentazione.

Prima del 29 Luglio 2009 la situazione Italiana per quel che concerne il poker live era assolutamente "sfuggita" di mano al ministero degli interni, nel giro di pochi anni i club di poker erano passati da poche decine a migliaia, senza una regolamentazione, ne tantomeno un uniformita' di trattamento fra le varie provincie della stessa regione.
La regolamentazione e l'accettazione dei tornei di poker era di competenza del singolo questore di provincia che poteva a sua discrezione concedere oppure no il "visto" per far disputate tornei di texas hold'em nei club della propria provincia.
Ricordiamo ad esempio il Piemonte dove a Torino e provincia il poker era stato inserito nella tabella dei giochi d'azzardo, mentre a Vercelli, Novara ecc...si poteva giocare senza nessun problema, ma questa anomalia era praticamente la "regola" che attraversava l'Italia creando un gran caos.

In moltissimi club si rispettava il "regolamento" e non si organizzavano tornei con montepremi in denaro, ma si pagavano i vincitori con "oggetti", e naturalmente non si giocava nella variante cash, ma e' inutile nascondersi in moltissimi club, si giocava e si pagava in denaro contante trasgredendo senza problemi qualsiasi regolamento, e sopratutto organizzando tornei con buy-in a volte superiore a quelli organizzati nei casino' italiani.
A questo punto, fra denucie di famigliari che protestavano per le somme perse dai propri cari nei poker club, retate delle forze dell'ordine e continue pressioni da parte dell'opinione pubblica, il governo da una parte ha legalizzato il poker online e quindi si e' assicurato una "valanga" di euro, ma dall'altra ha sospeso fino alla realizzazione di un regolamento da parte di Aams qualsiasi torneo di texas hold'em al di fuori dai 4 casino italiani.

Ma mi chiedo e' andata veramente cosi e In Italia in questi otto mesi non si gioca realmente a poker live?
Premetto che mi arrivano in redazione, alla mia mail personale, moltissime lettere di giocatori che mi segnalano numerosi locali dove si gioca a poker live alla luce del sole, e non in scantinati fumosi o bische clendestine, e basta aprire Facebook per leggere svariati messaggi di tornei organizzati in tutta la penisola, addirittura con tanto di indirizzo del club e di buy in di gioco.
Il problema reale e che chi ha rispettato il regolamento ed ha smesso di organizzare tornei nei propri club aspettando la regolamentazione ora si trova "beffato", invece chi ha proseguito in barba alla legge ad organizzare tornei ora ha una "folta" clientela, un po come succedeva prima della regolamentazione, chi rispettava le leggi e consentiva di giocare a poker premiando non con denaro contante si trovava magari "beffato" dal club che invece pagava in denaro contante e quindi era doppiamente frequentato, senza che nessuno facesse rispettare le regole.

In Italia si continua a giocare a poker anche al di fuori dei casino' e certamente tutti questi mesi in attesa della nuova regolamentazione non stanno aiutando i poker club corretti e i giocatori che molte volte sono costretti a lunghe trasferte nei casino italiani o esteri per giocare un torneo di poker "legale", spendendo tantissimi euro.
Ricordo a tutti che giocare in un club e' Illegale e si possono incorrere in pesanti multe e in denuncie per favoreggiamento al gioco d'azzardo, che non e'' certamente una denuncia di poco conto magari per un lavoratore in banca, un avvocato o chiunque a che fare con lo stato e con la legge, rischia anche il posto di lavoro.
Perche' la nuova regolamentazione tarda ad arrivare?
La risposta e' tanto semplice ma molti fanno finta di non capirla. La regolamentazione voluta dal governo ha dei paletti molto stretti che Aams deve rispettare e sono i seguenti:
1) Un solo torneo al giorno per club
2) Limite massimo per torneo 30 euro
3) Non e' consentito pagare in denaro le vincite
4) Non e' consentita la variante cash

Se Aams seguisse queste quattro regole fondamentali, nessun imprenditore serio comprerebbe le licenze, e senza licenze acquistate, il nostro stato rimarebbe a bocca asciutta, ma per far in modo di cambiare queste regole adottate ci vuole che il governo ritorni sulla legge varata solo pochi mesi fa, quindi come capirete e' un cane che si morde la coda, e per ora non si vedono vie d'uscita.
Il poker Live dovra' penare ancora molti lunghi mesi, prima di vedere finalmente alla luce la nuova regolamentazione, ma finche' il legislatore non mettera' sullo stesso piano il poker live e quello online la situazione non sara' mai sotto controllo e purtroppo moltissimi giocatori italiani andranno a giocare "illegalmente" nei tantissimi poker club o bische clandestine che gli accoglieranno con il sorriso sulle labbra, mentre i gestori onesti e lo stato rimarranno a bocca asciutta. A questo punto mi pongo una domanda, ma non e' tutto come prima dell'arrivo della legge del 29 Luglio 2009?
Redaelli "Boss" Tiberio
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