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Governo francese rallenta su apertura giochi
Mercoledì 08/07/2009

Governo francese rallenta su apertura giochiPoker on line e leggi. La faccenda è sempre più ingarbugliata e non solo in Italia. Anzi abbiamo esempi che lasciano sbigottiti da più parti del globo a partire dai paesi d'oltrealpi.

Del resto la fetta di mercato è di quelle importanti e quando c'è in ballo del denaro, si sa, i primi a chieder dazio sono i governi.

Accade così che in Francia il mercato del poker e gambing on line è dato in concessione a pochi operatori (tra i quali i casinò francesi) e sebbene siano passati sei mesi dalla richiesta di apertura del mercato francese dei giochi pare che il governo transalpino sia orientato ad aspettare almeno fino al 2010 prima di compiere il grande passo.

Alla porta troviamo i grandi operatori internazionali di poker e scommesse, brand quali Bwis, Eurobet e altri, pronti ad intervenire su un mercato che si prospetta succulento e che si stima intorno ad un giro da 3,5 miliardi di euro assestandosi a metà tra quello britannico (4 miliardi) e quello italiano (3 miliardi).

La comunità europea spinge per l'apertura ma il governo francese ha da subito dimostrato di voler applicare un regime di controllo più oppresivo rispetto al resto dei paesi comunitari. I termini di applicazione dettati dalla commissione europea scadrebbero i primi di luglio ma nessun ordine del giorno in parlamento è previsto a riguardo prima di settembre/ottobre.

Eppure a tutt'oggi si è stimato che i giocatori francesi abbiano immesso nel 2008 nel mercato illegale cifre pari a 280 milioni per le scommesse e 350 milioni per il poker.

L'approssimazione è madre della confusione e, a quanto pare, non siamo solo in Italia ad aver problemi a riguardo.

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