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Il trbunale amministrativo svizzero s'è espresso in maniera positiva riguardo il poker, ed in particolare il texas hold'em, dichiarandolo gioco di abilità e non d'azzardo.
I giudici hanno quindi dato ragione alla Commissione federale delle case da gioco che nel 2007 aveva autorizzato 190 manifestazioni di poker terrestre al di fuori dei casinò. E malgrado le proteste della Federazione Svizzera Casinò ieri c'è stata la definitiva decisione a riguardo.
I giudici ritengono che nel corso di un intero torneo di poker Texas Hold'Em, della durata di svariate ore, la componente fortuna risulti marginale a fronte di altre componenti che includono psicologia, strategia, capacità di calcolo e nozioni di matematica e finanche all'abilità di inganno e simulazione quando si opera un bluff. Ed è grazie a queste capacità che abbiamo giocatori più vincenti di altri a tal punto da poterne fare una professione.
I magistrati non si sono limitati a dar giudizio. Hanno anche sottolineato i pericoli, di dipendenza e rischio del patrimonio, che derivano da questi tornei con relative soluzioni nel limite di costi di iscrizione al torneo, che non devono superare i 500 franchi, e con divieto assoluto di ricomprare la quota una volta usciti dal torneo (rebuy).
Buone notizie quindi dalla Svizzera dove finalmente viene analizzato il poker per quello che è e non per quello che vorrebbero farci credere. Speriamo sia da esempio per tutta la comunità europea, Italia in testa. Condividi su:  
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