
Harvard University
Continua la crociata a favore del poker di Charles Nesson, professore di legge presso la prestigiosa università Americana di Harvard, il quale insegna ai suoi studenti il gioco del texas hold’em perché utile nel capire la professione di avvocatura.
Charles Nesson spesso è stato mansionato nei nostri articoli perché uno dei primi professori a portare il gioco del poker tra le aule di un’università un paio di anni fa, e tutt’oggi continua a usare il gioco del texas hold’em per aiutare i suoi studenti a risolvere i piccoli problemi quotidiani nonché capire a fondo i segreti della professione di avvocatura.
L’ultimo suo commento sul perché usare il gioco del poker nelle proprie ore di lezione è arrivato immediatamente dopo la finale delle WSOP 2011 vinta da Pius Heinz su Martin Staszko.
“Credo sia il momento per il poker di liberarsi dalla pessima reputazione che nasce fin dalle sue origini, definito da sempre come gioco d'azzardo”. Nel poker risiede il pensiero strategico, secondo il professore Nesson, che consiste nel prendere dei rischi sulla base di informazioni limitate, empatizzare con un avversario, e anche mostrare forza quando in realtà s’è deboli. Tutto questo pensiero strategico può essere utile sia nel poker che nella vita quotidiana, ma soprattutto nella professione di avvocatura.

Il Professore Nesson è talmente convinto di ciò che dice che dichiara di essere felice nel vedere un giorno genitori insegnare ai propri figli il gioco del poker, magari introducendo il gioco del poker sin dalle scuole elementari. “Oh mio Dio, ai bambini viene insegnato il gioco d’azzardo”. Sì, perchè no! I bambini tramite il poker possono iniziare a capire regole basi della vita, quali correre dei rischi con i propri mezzi, come gestire la loro vita o come evitare di finire nel baratro. In più ci tiene a ricordare che il poker non ha bisogno di essere giocato con i soldi per essere insegnato.”
Della stessa opinione del suo professore è lo studente di legge al primo anno Brian Koch, il quale sostiene con fermezza di non aver alcun dubbio che il poker possa essere un gioco d’abilità. Brian ha giocato alle recenti WSOP, e in passato è stato un giocatore professionista di poker per due anni prima di iniziare a studiare legge. Ecco il suo pensiero: “Nell'avvocatura è necessario entrare nella mente dell'altro, cercando di capire che cosa il tuo avversario voglia ottenere, esattamente quel che succede anche nel gioco del poker. I pensieri di logica sono quindi uguali sia nel poker che nell’avvocatura.”
Charles Nesson, oltre che con i suoi studenti, è anche impegnato con la US Poker Federation per dividere il gioco d’azzardo dal gioco del poker. L’obbiettivo è anche quello di poter un giorno organizzare tornei di poker dove i soldi sono messi in palio dai sponsor e non dagli stessi giocatori.






















