Un interessante dibattito tra lo storico conduttore americano Jay Leno e il deputato Frank Barney sul gioco d'azzardo accende il The Tonight Show. Cerchiamo di capire meglio i torti e le ragioni delle posizioni che ne sono scaturite.
Martedi scorso durante il "The Tonight Show" condotto da Jay Leno è nato un interessante dibattito in merito all'HR 2267, ovvero l'Internet Gambling Regulation statunitense. Ospite in sala il deputato Frank Barney (Partito Democratico americano) che fondamentalmente si dice d'accordo e soddisfatto del regolamento e dei risultati ottenuti tramite esso.

Frank Barney
Il punto cardine dell'argomentazione di Barney sta nella diversa fruibilità e dimensionamento del denaro tra il gioco d'azzardo online e quello dal vivo nel mondo reale. Il deputato apre il suo intervento allo show televisivo con quella che pare proprio una enorme captatio benevolentiae ricordando che «se un ragazzo vuole giocare a poker su internet, noi diciamo che è illegale. Potremmo fare miliardi di dollari l'anno con il gambling rendendolo legale e tassandolo». Il fatto che non lo facciano sembrerebbe indicare che il governo americano non guarda solo al denaro.

Jay Leno
Ma il nocciolo della questione per Barney è che «Vegas funziona perché devi andare nel deserto per arrivarci. Perdi il tuo denaro e te ne torni a casa. Non si può tornare nel deserto fino a quando non si abbiano altri soldi. Se stai seduto a casa sveglio fino a tarda notte e hai la tua piccola carta di credito, sai già cosa può succedere, è come un minibar». Considerazione un po' scricchiolante, almeno considerando che nessuno, a parte Barney forse, oserebbe insinuare che a Vegas nessuno si sia rovinato...

Obama e Leno
In chiusura di intervento Leno sottolinea al deputato un altro grave problema per molti americani, le lotterie, che in alcuni tessuti sociali hanno colpito pesantemente l'economia dei nuclei familiari. Barney risponde ricordando che in molti casi il provento delle tasse sulle lotterie vanno a finanziare scuole o altri progetti sociali. Insomma pare proprio che spesso e volentieri il discorso sul gioco d'azzardo sia frammentato in due filoni inconciliabili: da una parte l'eticità di uno stato che frana un ambito del gambling per evitare problemi economici ai suoi cittadini, dall'altra vediamo sempre lo stesso stato ricorrere alle tasse sui giocatori per costruire e finanziare opere. Ma non sarebbe meglio abbandonare il buonismo di una finta moralità per abbracciare il ben più sincero ed umano buon senso della realtà?
scritto da Luca 'ilFilosofo' Barbi






















