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USA: petizione per legalizzare il poker
Martedì 30/06/2009

USA: petizione per legalizzare il pokerMentre in Italia qualcosa si è mosso dal fronte legislativo con l'approvazione del decreto comunitario e di quello "pro Abruzzo", negli Stati Uniti la Poker Players Alliance chiede chiarezza. E' il mezzo dal quale si cerca di farsi notare è una petizione popolare in modo tale da attirare l'attenzione del governo e dei media a riguardo.

La petizione di PPA ha infatti raggiunto le 200 mila firme nello scorso week end quando c'è stata un'impennata da circa 6 mila aggiunte. Merito dell'iniziativa comune del movimento che si è ritrovato facilmente a porre la questione alle migliaia di avventori - players e non - della città di Las Vegas per le attuali World Series Of Poker.

La PPA si muove e fa sentire la sua voce grazie anche al supporto delle poker room on line come  PokerStars e Cake Poker, che organizzano tornei freeroll per mettere a conoscenza i giocatori sull'iniziativa.

La petizione è programmata per esser spedita al presidente degli Stati Uniti d'America Barack Obama il 22 di luglio e presenterà le richieste che il poker sia cancellato dai giochi proibiti dall'UIGEA (la legge statunitense che limita i giochi di gambling on line), che abbia una regolamentazione personale e specifica che rispetti i diritti dei giocatori di quello che si presenta e definisce come gioco di abilità e non d'azzardo.

Non mancano ovviamente le adesioni alla petizione anche di gente che del poker ne ha fatto la propria professione. Ne abbiam avuto un esempio la scorsa settimana quando Greg Raymer, vincitore del Main Event WSOP nel 2004 e membro del Team PokerStars, ha reso pubblica una e-mail inviata al Presidente Obama che testualmente inziava così: "Presidente Obama - Il poker non è un crimine. Sono un elettore ma sopratutto un giocatore di poker e chiedo che venga riconosciuto il mio diritto di giocare a quello che è un gioco di abilità quale è il poker on line.

Ma Raymer non è il solo professional player ad aver espresso il suo disappunto sull'attuale situazione del poker on line in America. Campioni come Howard Lederer, Annie Duke, Andy Bloch, Dennis Phillips e molti altri spingono per una ristrutturazione legislativa a riguardo. E con oltre 200mila firme a tale richiesta non vediamo come il governo statunitense possa farne a meno.

 

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