
Ancora una volta sul “The Washington Times” è stato pubblicato un altro interessante articolo a difesa del Poker, definendo categoricamente questo sport un gioco d’abilità, dove la fortuna gioca un ruolo non così fondamentale.
Certo a molti di voi l’articolo pubblicato sul “The Washington Times” da Michelle Minton può sembrare scontato, poiché tratta di argomenti già visti; ma è chiaro che l’articolo è mirato a quella cerchia di persone ancora dubbiose sul gioco del poker. L’intento è proprio quello di far capire ai più scettici che è sbagliato collocare il poker tra i giochi d’azzardo. Minton si concentra sull’online e spiega come molte persone ne abbiano fatto un professione, soprattutto in questi tempi duri dove la disoccupazione è tanta. In particolare prende come esempio quattro statunitensi che hanno usato il poker per arrotondare gli incassi di fine mese. Donne di mezza età costrette al prepensionamento o giovani studenti.
Naturalmente nel poker, come in tutti gli sport, esistono i più bravi e i meno bravi; come afferma la professionista Annie Duke: “Il poker è un gioco di decisioni, devi cercare di prendere una decisione migliore del tuo avversario, cioè puntare, rilanciare, chiamare o passare. Questo è in parole povere il poker. Se sei in grado di prendere decisioni migliori del tuo avversario, allora finirai per vincere.” Certo, il poker forse è più di quanto dica Annie Duke, ma l’importante è che la gente capisca che non siamo del tutto pazzi ad investire una piccolissima parte dei nostri soldi nel poker, un giorno magari quella pizza che abbiamo preferito non mangiare per andare a giocare online, potrà farci vincere così tanti soldi da aprirla una pizzeria. Naturalmente, non sognate troppo e continuate a giocare con responsabilità, senza esagerare, con piccoli passi si arriva lontano, diversamente si rischia di inciampare.























