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Matteo Taddia: il final table delle beffe

rooney90.jpgMatteo 'Rooney' Taddia è reduce dal quinto posto alla terza tappa dell'Italian Poker Tour giocata a Sanremo. Leggiamo dalle sue parole come il giocatore professionista, membro del Team Snai Poker, racconta questa esperienza.

 

 


 

Lunedi 23. Tutta l’italia riprende a lavorare, le spiaggie si svuotano restando con un aria triste, malinconica. Anche questa estate sta finendo tra amori, tintarelle e occasioni perdute. Questa è per me la terza occasione persa. Ho poco da recriminare, ho perso 2 colpi orribili dopo la rimonta. Cerco l’ennesima rinascita di questo torneo. Parto con la metà delle chips dell’ultimo. Mi guardano come si guarda un agnello a pasqua. Come ogni animale in trappola non mi arrendo e sono pronto a lottare ma avrò bisogno di tutto l’ordine delle madonnine.

 

Dopo le varie interviste ci microfonano e si parte.

Prendo possesso del tavolo, subito strappo 2 piatti e mi preparo a un double regalato. Salgo a 550mila.

Af.gif10f.gif, UTG+1, rilancio. SB e BB chiamano. Il flop è devastante 3 fiori. Tutti chek. Il turn è anonimo. Loro chekkano e io mi preparo il trampolino. Punto poco e Chillemi, dallo SB, mi riraisa. Penso a lungo e poi chiamo i 200mila lasciandomi dietro circa 300.000 . Al river si accoppia il bord, un K che mi toglie il nuts ma ormai non passo più. Chillemi mette resto io chiamo e lui mukka. Salgo a 1milione 300mila. L’agnello è tornato e ruggisce come un leone. Non posso ancora dominare e attendo ancora la mano giusta.

 

'Rooney' Taddia al tavolo 
'Rooney' Taddia al tavolo

 

Escono 2 giocatori e la mano giusta arriva. Da SB pesco QQ. Siamo rimasti in 6.  Chillemi rilancia 105 mila con dietro 600k, io la metto sul pesante e riraiso a 360mila per frgli mettere tutto e diventare chipleader e inchiodare il tavolo che, nel frattempo, ho studiato attentamente. Lui mette tutto, la sua inesperienza lo condanna e si presenta con AQ. Nessun giocatore esperto su un mio 360mila avrebbe osato tanto ma il gioco è cosi. Tutto liscio fino al turn, il river è distruttivo. C’erano 3 carte per togliermi il sogno, 3 carte per toliermi la leadership. Come avrete capito il river è un pesantissimo A di quadri.

Mi coglie lo stesso vuoto allo stomaco del 7 di S.vincent.

Dietro i miei occhiali specchiati soffro in silenzio.

Tento l’ennesima rimonta, vado allin con con JJ vs A10, vinco e ritorno in partita

Poco dopo ancora Chillemi con un altra eretica mano mi azzoppa del tutto.

 

Tornato a 700k ho di bottone AQ, rilancio pesante 115mila su bui 20-40mila perchè so che Chillemi vuol giocare, a lui non interessa che sia il tavolo finale dell’IPT o torneo del circolino. Lui gioca le sue carte. Mi chiama il raise con j10 off e manda istantaneo allin sul flop QJ9. Io chiamo ma il turn è letale per me. Un peseantissimo 10. Doppia coppia per lui e pochissimi spiccioli rimasti per me.

 

Salvatore Chillemi, carnefice di Rooney al final table
Salvatore Chillemi, carnefice di Rooney al final table

 

Mi sento orfano delle mie madonnine. Anzi, sembra che questi colpi siano frutto delle loro ignote trame

 

Penso che la sorte mi abbia affibbiato Babbo Natale senza dargli i regali giusti per me.

 

Zoppo e stremato tento l’ultimo arrembaggio, rubo 2 bui ma son troppo corto per foldare KQ. Castelluccio ha AA e per me finisce l’avventura

Trionferà Castelluccio, era il suo torneo.

Prendo il mio premio e parto subito per Ravenna verso il mare settembrino a cercare di capire come mai le mie madonnine mi abbiano abbandonato proprio sul più bello.

Mi consolo guardando la cassifica italiana 2010 che mi vede secondo e 3 mesi di guerre infinite per chiudere l’anno.

Mi sognerò quell’asso al river spesso, questo è sicuro

 

Dal Blog di Rooney

 

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