I club non ci stanno ed iniziano a muoversi, anche se in colpevole ritardo. Putroppo la situazione non si sblocca ed i grandi concessionari sono in attesa di capire come e se investire nel mercato del poker live.
Dopo avere fatto finta di niente nascondendo la testa sotto la sabbia, finalmente arrivano i primi segni di insofferenza, dalle minacce di una manifestazione di piazza da parte dei presidenti dei circoli di poker, alla chiara scelta delle associazioni di unirsi nella protesta per cercare di velocizzare l'arrivo della nuova regolamentazione.
La speranza è che tutto cambi nel giro di poche settimane e che gli sforzi compiuti in questi giorni non siano persi nel vuoto. Conferme in tal senso arrivano direttamente dalle parole del Direttore Generale dell'AAMS Raffaele Ferrara che ha dichiarato in merito: "Non ci sono figli di un dio minore, stiamo affrontando la questione lavorando per il bene degli appassionati e degli operatori".
Intanto nascono contrasti anche tra le varie federazioni ed i club di poker live più in vista. Luca Antinori, presidente del Liegi Nuts, storico circolo romano, ha puntato il dito contro alcune associazioni, accusate "di aver preso i soldi dei tesserati, senza reinvestirli per creare un gruppo di legali pronti a difendere i diritti degli associati e di aver millantato battaglie a difesa del gioco, senza ottenere alcun risultato".
Il presidente della Federazione Italiana Texas Hold’em Luca Pagano, si legge su Agipronews, afferma con ottimismo che “Non bisogna dimenticare che lo stesso problema per il live c’era anche per il poker on line. Nell’ultimo caso i Monopoli hanno fatto il loro lavoro e ora penso che la strada giusta per il live sia quella intrapresa per il suo fratello minore. Tengo a precisare che il poker è nato grazie alla passione e agli investimenti dei circoli”.
Isidoro Alampi della Federazione Italiana gioco Poker ribadisce i rischi che ci sono in questo momento: “In Italia ci sono un milione di giocatori che vogliono continuare a portare avanti la propria passione e ora rischiano di restare fermi anche anni”.
Molto chiaro è condivisibile il concetto espresso da Max Rosa, avvocato e uno dei massimi esperti in materia: "Per ora
abbiamo una legge che ci lascia di fronte ad una situazione paradossale: si parla di gioco non a scopo di lucro, che però deve passare per gli investimenti dei concessionari. I conti non tornano".
Le uniche certezze al momento sono quelle relative agli enormi rischi che si corrono se si viola la nuova normativa. Chiunque organizzi tornei live rischia l'arresto da 4 a 16 mesi e un ammenda non inferiore a 274 euro.
Sono punibili anche coloro che prenderanno parte al gioco d'azzardo, cioè tutti i giocatori colti a giocare all'interno di un pubblico esercizio. La pena precista in questo caso è l'arresto fino a 8 mesi ed una ammenda fino a 686 euro.
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Scritto da Giuseppe "pidduv" Messineo






















