Sono passati sei mesi, 9 Settembre del 2009, da quando il Viminale ha inviato a tutte le questure d'Italia l'ordine di vietare tutte le manifestazioni pokeristiche dal vivo. E' da quel giorno che si aspetta un nuovo regolamento.
La famosa "tolleranza zero" che ha perseguitato tutti i circoli di poker ha lasciato tutti gli appassionati e gli operatori del settore abbastanza stupiti. In realtà la Legge Comunitaria del 2008 aveva sancito nuove regole per l'organizzazione di eventi di poker, tutti i tornei, da quel momento, dovevano essere organizzati solo sotto una concessione di gioco data sotto forma di licenza.
Il problema reale è che non si sa come ottenere questa concessione. Cioè non è stata ancora emessa nessuna regolamentazione che esplichi le modalità e la prassi da seguire per ottenere questa concessione. Come si ricorderà i commi 27 e 28 della Legge Comunitaria, cioè quelli dedicati al poker live, dicevano:
Comma 27- Aams e il Ministero degli Interni emaneranno un regolamento per disciplinare i tornei di poker sportivo. Tale regolamento dovrà fissare l'importo massimo della quota di partecipazione, che dovrà essere di "modico valore", le modalità per l'acquisto di nuove quote una volta esaurita la prima, le modalità per escludere fini di lucro. Inoltre gli organizzatori non potranno fissare più tornei nella stessa giornata e nella stessa località.
Comma 28- Si riserva la facoltà di organizzare tornei ai soggetti già in possesso di una concessione per la raccolta a terra di altri giochi, oppure a quelli in possesso dei requisiti fissati al comma 15 (sede legale o operativa nello Spazio Economico Europeo, costituzione come società di capitali, prestazione all'Aams di una fideiussione bancaria per 1,5 milioni, etc).

In questo momento tutto il movimento aspetta il regolamento attuativo a cui stanno lavorando AAMS e il Ministero degli Interni. I nodi principali da sciogliere, si legge su Agicos, sono le imposte da versare, l'ammontare del buy-in di cui si è già parlato, e dei premi (anche questi di entità contenuta, per evitare possibili dipendenze). E' molto probabile anche che si renda necessario un nuovo atto normativo per determinare l'ammontare dell'aliquota fiscale da applicare ai locali in cui si gioca a poker, dal momento che il Dl Anticrisi non ha stabilito nulla in proposito.
Un aspetto particolare poi, è quello che riguarda le vincite: qualora non ci siano ulteriori modifiche, il gestore della sala sarebbe tenuto a rilasciare una ricevuta con ritenuta d'acconto (al 20%) al vincitore. Quest'ultimo alla fine dell'anno fiscale sarebbe tenuto a dichiarare la vincita tra i redditi percepiti nel corso dell'anno. Ma si tratterebbe di un'anomalia dal momento che in Italia tutte le vincite - a eccezione di quelle al Lotto - sono esentasse.

Come potete immaginare sono tanti i punti di domanda anche se le ultime indiscrezioni parlano di un iter quasi concluso e di alcune novità importanti. Sembra infatti che il limite del buy in sia stato alzato fino a 100 euro che, in questo modo, annullerebbe la precedente distinzione tra tornei nazionali (limite a 100 euro) e locali (limite massimo fissato a 30 euro).
Alessia Turriziani, segretario generale della F.I.P.O.S ha dichiarato ad Ansa.it: "Siamo tutti in attesa di sapere quando sarà reso noto il regolamento attuativo e cosa conterrà. Si parla di un 30-40 giorni per avere qualche illuminazione. Il blocco ha avuto molte conseguenze: sei mesi non sono certo pochi e al disorientamento iniziale, è seguita una fase di totale incertezza. Molte delle realtà sotto la nostra egida hanno rivolto altrove il loro operato. So che si sta lavorando al regolamento, ma, al di là delle indiscrezioni trapelate, non si sa nulla di certo. D'altra parte mi rendo conto che regolamentare una materia come il poker live è davvero complicato. Ora non possiamo fare altro che attendere".

Anche Isidoro Alampi, presidente della F.I.G.P è più o meno della stessa linea della collega: "Di concreto non sappiamo nulla. Se appena divulgata la circolare del Viminale abbiamo mantenuto contatti con le Istituzioni, ora viviamo nel silenzio totale. Non possiamo fare altro che aspettare. Il blocco totale delle attività noi l'abbiamo imposto il 9 settembre, ma da allora non sappiamo altro. Inutile discutere sulle indiscrezioni che parlano di una quarantina di giorni per avere il parere del Consiglio di Stato sul regolamento che, presumibilmente, è tornato ai Monopoli. Come noto a riguardo le voci sono assolutamente contrastanti. Speriamo solo si riesca a uscire quanto prima dall'impasse, perché in questo modo si rischia di incorrere in una serie di pericolosi ritardi a catena".
Scritto da Giuseppe "pidduv" Messineo
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