E’ passato un anno dallo Stop del Poker Live in Italia, ricordiamo tutti quel 9 settembre 2009 quando il Viminale inviava la sua bella circolare interna alle varie questure d’Italia, dove veniva imposto il Semaforo Rosso al Poker nei circoli.
Ed eccoci qui, Settembre 2010 e le cose non sono affatto cambiate, neanche un leggero passo avanti è stato fatto, lo Stop categorico al poker nei circoli live continua senza che si veda alcuna via d’uscita. Uno stop che ha frenato un mercato che generava un volume di affari annuo pari a Quattrocento milioni di euro, distribuiti fra trentamila tornei l’anno (Riporta l’Agicos). Inoltre si stima che tutte le varie poker room sparse sul territorio nazionale, garantivano lavoro a circa 12 mila persone.
Rivogliamo i Circoli di Poker per giocare di nuovo Live in Italia
Solo a Roma, infatti, erano circa mille i giocatori che frequentavano i circoli, per una spesa annua che si aggirava intorno ai 10 milioni. Da notare, poi, che questi dati precedono il boom del gioco online, è prevedibile dunque un grande incremento delle giocate rispetto a quanto registrato nel settembre scorso.
Sta di fatto che in quest’anno in Italia il caos è regnato sovrano, così in molti circoli non si è mai smesso di giocare mentre alti sono stati addirittura posti sotto sequestro. Riguardo tale argomento v’invitiamo a leggere il nostro ultimo editoriale sui tornei nei circoli – Poker Live: si prosegue senza regole.
Negli ultimi giorni invece gli operatori del settore sono tutti con le orecchie ben spalancate per capire bene i commi 27 e 28 sul regolamento della Legge Comunitaria. Agicos, così, informa che: “Il comma 27 prevede che Aams e Ministero degli Interni emanino un regolamento per disciplinare i tornei di poker sportivo. Tale regolamento – non ancora in auge - dovrà fissare l'importo massimo della quota di partecipazione, le modalità per l'acquisto di nuove quote una volta esaurita la prima, le norme per escludere fini di lucro. Inoltre gli organizzatori non potranno fissare più tornei nella stessa giornata e location.

Aams per il gioco sicuro
Il comma 28, invece, riserva la facoltà di organizzare tornei ai soggetti già in possesso di una concessione per la raccolta a terra di altri giochi, oppure a quelli in possesso dei requisiti fissati al comma 15: sede legale o operativa nello Spazio Economico Europeo, costituzione come società di capitali, prestazione all'Aams di una fideiussione bancaria per 1,5 milioni, e altro”.
In merito a tali questioni sono intervenuti anche i vari presidenti di FIGP, Italian Rounders e Federbingo. Partiamo subito con il commento ad Agicos rilasciato da Isidoro Alampi, Presidente FIGP, che ci va giù pesante sulla questione “Stop al Poker Live”: "La situazione è intollerabile. Non è possibile andare avanti così. E' passato ormai un anno e non sono stati compiuti passi avanti. Attendevamo un regolamento nazionale che non è mai arrivato e così per noi è difficile andare avanti. Riceviamo miriadi di proteste ogni giorno. La situazione che ora si è venuta a creare è decisamente paradossale: la possibilità di giocare o meno viene decisa dai Tribunali regionali che creano, di fatto, disparità tra cittadini dello stesso Paese.
Abbiamo atteso il tempo necessario e ora si ha bisogno di passare ai fatti. Stiamo pensando anche al ricorso in Corte di Giustizia Europea, vista la disparità che si è creata in Italia. L'iniziativa è aperta a tutti. Il pericolo principale è il substrato oscuro: l'illegalità prende piede. E' ovvio che si avesse bisogno di una regolamentazione univoca, nazionale, ma è passato troppo tempo. Senza dubbio la mancata emanazione del regolamento è dovuta a una legge – la Comunitaria – poco chiara che lascia molti punti in sospeso. Ma noi abbiamo aspettato troppo".
Domenico Tresa - Presidente ITALIAN ROUNDERS
Domenico Tresa, Presidente ITALIAN ROUNDERS, ritiene invece che siano stati fatti dei grossi errori da correggere per quanto riguarda il poker live, come si può leggere anche dalle sue ultime dichiarazioni fatte ad Agicos: "Lo stop ai circoli è stato come un processo senza difesa, senza il parere degli esperti. Girano tante informazioni infondate e falsi scoop, la realtà è che di ufficiale si sa poco e quello che si conosce sarebbe da censurare. Si parla addirittura di una tassazione del 15% sul montepremi, ovvero cinque volte quella fissata per l'online. Eppure su internet non ci sono quei costi di gestione che deve sostenere chi organizza tornei dal vivo, come il personale di sala. Un trattamento pari al gioco telematico sarebbe stata la via migliore e senza dubbio la più semplice. Anche perché non ci dobbiamo scordare che il poker dal vivo impone dei limiti: non si possono giocare contemporaneamente più partite, mentre l'online da questo punto di vista consente di giocare anche venti tornei da 100 euro in un giorno".
Infine c’è la proposta di Italo Marcotti, Presidente FEDERBINGO, di voler mettere sullo stesso piano il gioco live ed online, a livello di tassazione e limiti di spesa. Inoltre ritiene che legalizzando il poker live arriveranno molti investimenti delle grandi aziende del gioco. Ecco alcune sue dichiarazioni su Agicos: “Le varie aziende del gioco sarebbero così pronte ad investire in luoghi dove si potrà rispettare la filosofia portata avanti in questi anni: sale senza alcun scopo di lucro, dove non c'è spazio per il profitto e serviranno quasi da attività professionale. La vecchia idea di club non fa parte del futuro, perché l'azzardo non può essere messo in mano a chiunque".
Un altro anno di battaglie sono all’orizzonte, sperando che questa volta entro la fine del 2011 si faccia chiarezza sulla questione poker Live, ma soprattutto che si possa di nuovo poter dire: “Scendo, vado al circolo a passare la serata assieme ai miei amici e al mio sport preferito.”
Scritto da Francesco Healy
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