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Il trash talking nel poker, così come in altri giochi o sport, è un'arma a doppio taglio che però molti riescono ad utilizzare senza troppa difficoltà per un loro tornaconto personale, agendo sulla mente e la psiche degli avversari.


Tutti conosciamo il tipico ragazzo che al tavolo da gioco ha sempre in serbo una parola poco gradevole o dura da dire durante lo svolgimento di una mano. Molti giocatori usano il trash talking e l'intimidazione al tavolo per fare breccia nella mente degli avversari. I trash talker possono essere suddivisi in sue categorie principali: i bulli e i giocatori esperti. La prima categoria è quella più frequentata, con persone che pensano che il trash talking non sia nient'altro che una sequela di offese pronunciate ad un volume altissimo e con più cattiveria possibile. Probabilmente questi giocatori (chiamiamoli così), sono frustrati o molto più semplicemente (e forse è anche peggio) non capiscono la differenza fra offese e trash talking. La seconda categoria invece risulta essere più interessante perché questa disciplina è difficile da mettere in atto, ma esistono molti giocatori al mondo in grado di usare la loro bocca come arma per scoprire quante più informazioni possibili dagli avversari. Queste persone hanno imparato tutta una serie di modi diversi per manipolare lo stato mentale delle persone.



Arte, meravigliosa arte, quella di sapersi destreggiare con le parole, estorcendo alle altre persone gesti o frasi, senza però diventare volgari e riuscire nel contempo a raccogliere informazioni. Anche Arthur Schopenhauer già ne parlava: « nell'affrontare e "insultare" gli altri o certi uomini ci vuole una sorte di arte per farlo per non soccombere e involgarirsi». Insegnare a qualcuno l'arte del trash talking è abbastanza complicato, anche perché questo è un talento innato, ma sicuramente qualche buon consiglio per non soccombere e annegare nei fiumi di parole lo posso dare anche io. Il primo, seppur banale, consiglio è quello di non rispondere mai (per nessun motivo) alle domande, anche se queste sembrano non centrare nulla con il gioco. Certo, non si risponde alla domanda, ma poi il trash-talker di professione coglie qualche movimento strano che potrebbe dargli la risposta che cerca (qui però mi arrendo…). Altro consiglio è quello di rimanere mentalmente stabili e calmi, ma queste componenti si possono affinare solamente con tanta, tanta, tanta esperienza.


Tutti i giocatori migliori sono maestri sia nel trash talking che nel mantenere la calma (con le dovute eccezioni, per esempio Phil Hellmuth). Di esempi se ne potrebbero fare a bizzeffe: da Phil Ivey, passando per Joseph Cheong, arrivando infine al grande giocatore gallese Roberto Romanello.