Pubblicato il da Francesco "Straydog" Healy

Se esistesse una Poker Hall of Fame tutta italiana, allora di certo Dario Minieri ne farebbe parte, e vederlo oggi lontano dai grandi palcoscenici un po’ ci mette malinconia, per quegli anni andati, in cui quel giovane ragazzino romano insegnava il gioco a tutti.


Un paio di anni fa, di lui scriveva così Dario Sammartino: "Quando ho iniziato a giocare a poker, avevo un solo idolo pokeristico… ovviamente sto parlando del fenomeno e mio amico Dario Minieri. Tutti quelli che amano questo gioco dovrebbero ringrazialo, compreso me, perché è stato lui che ha portato il texas holdem in tutte le case degli italiani ed è stato lui a far capire agli italiani la figura del Professional poker Player. Ed è sempre lui che 8 anni fa già aveva capito il gioco, quando io ancora vendevo le prevendite fuori ai locali... ricordatevi che ha fatto la storia del poker e sono convinto che continuerà a farla…”.


E Dario Sammartino non sarà di certo il solo che del texas hold’em se ne è innamorato guardando giocare quel fenomeno. In tanti oggi sono lì a grindare e a sfidarsi a colpi di all-in grazie anche alle imprese centrare anni fa da ‘Darietto’.


Una carriera quella di Dario Minieri iniziata online, nei primi anni del 2000, nel pieno boom del poker. Dall’online al live il passo è stato breve. La prima vincita a sei cifre arriva nel 2006, un anno dopo il suo primo ITM in carriera live: terzo all’EPT di Baden per $159,763. Si ripete due anni più tardi all’EPT di Sanremo, vincendo $454,366. Sempre nel 2008 vince il suo primo ed unico braccialetto WSOP, facendo suo l’evento $5.000 Pot Limit Hold'em per $528,418.


Dopo quella vittoria, Dario Minieri continuò a dare spettacolo, centrando pochi mesi più tardi un altro terzo posto all’EPT di Varsavia ($154,503). Nel 2009 fece settimo posto al WPT di Venezia. Nello stesso anno vince l’evento Caesars Cup - Europe vs USA, e anche il suo primo torneo High Roller all’EPT di Varsavia.


Arriviamo infine al 2010, l’ultimo suo anno di gloria. Ormai Dario Minieri è noto a tutti, tanto da essere chiamato per partecipare all’esclusive partite cash game degli High Stakes Poker, al fianco di personaggi del calibro di Doyle Brunson, tanto per fare un nome.

Dario Minieri agli High Stakes PokerNel 2010, dunque, sfiora la vittoria del suo secondo braccialetto, terminando ottavo in un evento di Seven Card Stud Hi/Lo 8 Championships ($52,366), e vince la Pro League dell'IPT di Sanremo ($72,474). Dopo tale vittoria i risultati iniziano ad essere pochi, tra cui spicca solo l’ottavo posto conquistato nel 2013 nel $5.000 Pot Limit Hold'em, evento #19, delle World Series of Poker. Poi il buio.


Il 2014 Dario Minieri "sparisce". Non piazza nessuna bandierina e nemmeno online si fa più vivo, complice anche l’addio a PokerStars. Non gioca ai tavoli ma… gioca lo stesso un’altra importante partita contro l’Agenzia delle Entrare e la tanto discussa Operazione All-In. Una battaglia vinta a luglio di quest’anno, per fortuna.


Ora però c’è un’altra battaglia da vincere, quella di tornare ad essere un Top Player. Una sfida che Dario Minieri ha già accettato, anche se al momento vola basso; gioca piccoli tornei e non si fa sentire troppo sui social. Poco chiacchiere e tanto lavoro, insomma.


Dal suo ultimo ITM centrato nel 2013, sono però solo tre le bandierina portate a casa (secondi i dati hendonmob), con incassi di certo inferiori rispetto al passato. Ma non importa se oggi gioca tornei minori, sappiamo che lo voglia di tornare grande in lui c’è e di sicuro saprà trovare la strada per raggiungere di nuovo le vette del Texas Hold’em.