Pubblicato il da Tiberio "Boss" Redaelli

Prendo spunto dall'emendamento presentato dal deputato Ignazio Abrignani  alla camera dei deputati, che chiede o la regolamentazione del poker live nei circoli italiani, o lo stop immediato in tutta la penisola per tornare a scrivere di poker live in Italia, di come sono nati i circoli e dei suoi possibili sviluppi e di come questo gioco se regolamentato potrebbe creare nuovi posti di lavoro.

Non e' semplice spiegare come una legge voluta dal passato governo presieduto da Silvio Berlusconi e che aveva imposto lo stop immediato a tutti i tornei di poker live (oltre al poker cash game che era gia' vietato) e alla chiusura di tutti i poker club, sia stata da prima rispettatta e poi nel corso degli anni assolutamente ignorata dai gestori dei club, dai giocatori, ma sopratutto inapplicata dalle forze dell'ordine. Giocare a poker live in Italia al di fuori dei quattro' casino' nazionali (Campione d'Italia, Venezia, Sanremo e Saint Vincent) per la legge italiana e' reato, e si puo' andare incontro a pesanti sanzioni come l'accusa di favoreggiamento al gioco d'azzardo sia per gli organizzatori dei tornei, sia per i giocatori trovati nelle sale da gioco.

Partiamo da questo punto fermo per tornare a scrivere di poker live e facciamo una breve cronostoria di quello che è successo in questi anni:

2005-2007: Nascono i primi poker club in Italia, il gioco del poker non e' assolutamente regolamentato e nascono le prime federazioni (Italian Rounders e Figp.)

2007-2009:Si assiste ad un vero "boom" del poker live, con migliaia di club che aprono in tutta italia. Nasce una nuova federazione dedicata al poker sportivo che si affianca alle due esistenti e il poker prende la denominazione di poker sportivo e tenta di essere riconosciuto dal coni come disciplina sportiva.

Luglio 2009: Il ministero degli interni con una circolare invita le forze dell'ordine a far chiudere tutti i poker club esistenti in Italia, perche' il gioco del poker live e' considerato illegale al di fuori dei quattro casino' nazionali e chiede al monopolio (Aams) di creare una regolamentazione che possa essere valida per indire una gara per l'assegnazione di 1000 nuove licenze valide per il poker live (legge comunitaria 2009)

Poker Live
Poker Live

2010-2012: Riaprono i primi poker club in Italia, che decidono di iniziare nuovamente a promuevere questo gioco.

2013: Esce una sentenza della corte di cassazione che sentenzia che giocare a poker live in mancanza di un regolamento non e' un reato, basta che la partita disputata abbia un buy-in di modico valore e che i premi vengano dichiarati all'inizio delle partita. Non e' consentito nessun rientro ed e' vietato il gioco del poker cash. Il monopolio di stato e il governo invece continuano a ritenere il gioco del poker live un gioco probito in Italia e continuano in collaborazione con le forze dell'ordine a chiudere molti club in tutta la penisola.

2014-2017: Si gioca in tutta Italia e le sale presenti sul territorio variano da una stima di 500 ad un massimo di 1000, senza nessun controllo da parte delle forse dell'ordine, senza un regolamento ufficiale e senza tassazione.

Ma perche' allora se il gioco del poker live e' proibito, si gioca liberamente in tutta Italia?

"Si gioca in tutta Italia perche' la gente e' stufa di aspettare un regolamento che non arriva mai." Questa e' stata la risposta che un giovane titolare di club mi ha rilasciato qualche giorno fa e che in parte puo' spiegare la ragioni che inducono tantissimi giocatori di poker a riempire i club sparsi in tutta la penisola e a partecipare a tornei di poker che ormai raggiungono buy-in elevati o addiruttura organizzati tra piu' club con montepremi garantiti. Ma una legge di uno stato sbagliata o giusta che sia (e io quella sul poker live la ritengo assolutamente sbagliata, perche' proibire un gioco nella versione live, mentre lo si legalizza online e' assurdo) puo' essere cosi' "calpestata" senza che nessuno faccia nulla per farla rispettare?

Quanti soldi incasserebbe lo stato invece regolarizzando il poker live nei circoli, e quanti posti di lavoro potrebbero nascere?

Regolamentando il poker live nei poker club italiani si creerebbero prima di tutto i presupposti di legalità, ovvero un giocatore non dovrà più avere il dubbio di giocare ad un gioco "non regolamentato", si aprirebbero così le porte a nuovi investimenti e alla creazione di poker club sempre meglio organizzatii e alla creazione di nuovi posti di lavoro ( dealer, direttori di sala, ecc....) regolarizzati e anche lo stato potrebbe incassare nuove entrare fiscali. Legalizzare questo gioco converrebbe a tutti, stato, gestori e giocatori e dopo tanti anni di attesa forse è arrivato proprio il momento di agire!