Pubblicato il da Tiberio "Boss" Redaelli

Mentre in Italia si discute di aumentare le tasse sul gioco legale e di aumentare i divieti per quel che concerne la pubblicità, ci sono tantissimi giocatori italiani che giocano liberamente sulle cosi dette sale .com, .retard, senza pagare un solo centesimo di tasse allo stato italiano. Ma è legale giocare in queste sale dall'Italia?

Ma com'e' possibile che in Italia esista una regolamentazione sul gioco online che non viene in pratica rispettata e che consente da una parte di giocare a poker online su piattaforme di concessionari autorizzati alla raccolta di gioco e dove una parte della rake raccolta vieve versata allo stato sottoforma di tasse (e si pensa pure di aumentare ancora la tassazione) e dall'altra una serie di piattaforme di gioco sprovviste di licenza italiana dove pero' e' possibile giocare a poker online (aggiirando facilmente il blocco Aams) e dove allo stato non viene versato un solo euro in tasse?. (così da beneficiare ulteriormente dell'aumentato di tassazione sulle sale regolari!)

Premetto che non voglio in questo editoriale discutere la bonta' della nostra legge sul gioco d'azzardo che piu' volte ho fortemente criticato ritenendola un "cappio al collo" che costringe i giocatori di poker online italiani a giocare tra di loro e in pochi anni ha di fatto "ammazzato" la liquidita', ma sto analizzando il motivo per cui in Italia esistano due possibilita' per giocare a poker, quella "legale" e quella "parallela"

Allora se l'unico modo di poter giocare "legalmente" a poker online in Italia secondo il legislatore e' quello attraverso i concessionari che hanno comprato una licenza italiana, come mai in Italia esistono "punti vendita fisici" in tutta la penisola brendizzati da marchi.com dove il giocatore puo' aprire senza problemi conti gioco e giocare da casa propria nella sale .com?

A che serve ormai nel 2017 una regolamentazione che chiude il mercato del poker online nazionale in un recinto? Mi chiedo se non fosse il caso di rivedere la nostra regolamentazione (come stanno cercando di fare con la liquidità condivisa) e usare un modello ibrido come quello usato in altre nazione (Belgio, Danimarca) dove si consente al giocatore di giocare nelle sale.com, ma dove si impone alla sala di pagare una tassa per i giocatori di quella nazione, piuttosto che continuare con questo sistema che da una parte impone le concessioni e dall'altra poi permette di giocare anche nelle sale sprovviste di tale concessione?.

Il poker e' l'unico gioco che vive di "liquidita'"ed infatti si e' sempre giocato su piattaforme multinazionali che garantivano giocatori 24/24 e grosse promozioni e credo sia arrivato il momento di tornare all'origine creando sale da poker tassate europee o meglio ancora mondiali che possano sfruttare appieno le grandi potenzialita' di questo bellissimo gioco.