Pubblicato il da Francesco "Straydog" Healy

Per fortuna che c’è il cash game, direbbero in molti. Eh già, pare proprio che gli italiani siano davvero preparati in materia, tanto che ogni anno quasi mai nessuno torna da Las Vegas con il portafogli bucato, e questo grazie ovviamente al poker cash game.


Tanto mi rifaccio al cash game; vinco al cash; al cash game sta andando bene; per fortuna che c’è il cash… eccetera, eccetera, eccetera. Frasi che in realtà durante l’anno si possono ascoltare spesso, ma mai quanto durante le World Series of Poker.

Diciamola tutta, per molti giocatori è dura ammettere di aver chiuso in negativo. Certo nei tornei non puoi fare altro che ammettere di essere uscito, d’altronde il tuo nome è in bella mostra nella lista degli eliminati prima della bolla, anche se… beh, quando si viene eliminati nei tornei è sempre colpa della sfortuna, di un donk che non sa giocare o di chissà quale altra macumba.

E allora ecco il cash game, dove entrano in gioco leggi fisiche ancora in fase di studio, dove, non si sa bene per quale forza fisica, il giocatore al tavolo cash game, specialmente dopo essere stato appena eliminato da un torneo, riesce sempre a recuperare le perdite subite in precedenza.

La verità tuttavia potrebbe essere più semplice, siamo troppo più forti di tutti gli altri e a dircelo è anche Carlo Braccini: “Memorizziamo bene queste chips di Las Vegas (Venetian per l'occasione)... la faranno da padrone per un mese e mezzo nei profili dei players italiani impegnati alle Wsop, dove spenneranno agevolmente tutti i "turisti" e "vecchietti" di passaggio a Vegas... non ce ne sarà per nessuno... nel cash game non ci batte nessuno…”.

E poi... ma anche se si recuperano i soldi del buy-in appena speso, ma i soldi persi a fare festa nella pazza Vegas? Quelli non contano a fine WSOP? Se si va a Vegas da giocatori allora bisogna mettere in conto anche le spesa extra poker. Anche quelle vengono recuperate?

Insomma, come direbbe Sacchi Arrighe: "Ci vuole un po’ più di umiltè"!