Pubblicato il da Francesco "Straydog" Healy

E’ il personaggio del momento e lo sarà almeno fino al termine di queste WSOP 2017. Stiamo ovviamente parlando del 64enne inglese John Hesp, approdato al tavolo finale del Main Event da secondo in chips alle spalle del solo Scott Blumstein.


Tutti non fanno altro che parlare di lui e della sua incredibile cavalcata verso il tavolo finale del Main Event delle WSOP. Una vera e propria star, nonostante in carriera abbia vinto poco più di due mila dollari giocando nei circoletti di Hull, Regno Unito, e spendendo al massimo circa 10 sterline a torneo.

Un perfetto sconosciuto alla conquista della corona di campione del mondo di poker. Questo è John Hesp, un simpatico nonno 64enne pronto per diventare il secondo giocatore più anziano di sempre a vincere il Main delle WSOP (Johnny Moss vinse all’età di 66 anni), lui che di professione affitta camper.

In tanti si sono così appassionati alla sua storia, perché questo è il bello del poker, permettere a chiunque, di vivere il sogno di essere il numero uno. In tanti hanno dunque iniziato a fare il tifo per questo simpatico nonnetto 64enne alla conquista di Las Vegas, amato orami da tutti anche per il suo look alquanto eccentrico e alla sua comicità innata, già celebre per la frase: "Io sto al poker come Trump sta alla politica". 

John Hesp è insomma uno che diverte al tavolo e fuori dal tavolo, un personaggio che attira senza alcun dubbio l’attenzione del pubblico, e questo non può che far bene al gioco. Con lui si potrebbe così avere un nuovo effetto Moneymaker sostengono alcuni. Potrebbe accadere qualcosa di simile in grado di dare una nuova spinta al movimento pokeristico mondiale.

Chris Moneymaker
Chris Moneymaker

Ricordiamo che Chris Moneymaker arrivò a vincere il Main Event nel 2003 spendendo soli 39 dollari, qualificandosi grazie ad un satellite online. Arrivò primo su 839 giocatori e incassò 2,5 milioni di dollari nel suo primo ITM live in carriera. Quel suo successo fu poi denominato nell’ambiente come “L’Effetto Moneymaker”, perché grazie alla vittoria di quel giocatore sconosciuto, l’anno dopo al Main Event vi furono ben 2576 iscritti. E non solo, le poker room online erano sempre più affollate da chi voleva cercare di vivere lo stesso sogno di Chris Moneymaker.

Ora John Hesp vivrà lo stesso sogno, cioè da giocatore di poker amatoriale potrebbe sconfiggere chi più esperto di lui ed essere incoronato campione del mondo, vincendo più di 8 milioni di dollari. Una vittoria che potrebbe così innescare un nuovo effetto “Moneymaker”, probabilmente.

La certezza infatti che con la vittoria nel Main di John Hesp potremmo avere un altro boom nel poker credo sia bassa. Di certo gli iscritti al Main non si triplicheranno come nel 2003, come non credo che molti più player occasionali si getteranno nella mischia nel live o nell'online.

Credo che oggi ci voglia ben altro che un semplice 64enne inglese per avere un nuovo boom del poker, e la vera partita si gioca online. Probabilmente la liquidità condivisa sarà un primo passo importante verso un rilancio del giochino, da qualche tempo andato leggermente rotto. Certo l’idea sarebbe tornare al buon vecchio .com, a un tutti contro tutti senza restrizioni di nazionalità. Ideale sarebbe anche che negli USA si torni a giocare a poker online in tutti gli Stati. Tante sono insomma le idee da mettere in campo per aumentare l'interesse intorno al poker sportivo.

Se poi sarà un semplice e umile John Hesp ad innescare un nuovo effetto Moneymaker, ben venga.