Pubblicato il da Francesco "Straydog" Healy

Quarto appuntamento con il nostro mini romanzo “Vita da Grinder”, che racconta le avventure di uno studente universitario sempre al verde e che all’improvviso scopre di poter cambiare la sua vita, grazie al poker. Scopriamo insieme cosa accadrà in questo terzo capitolo intitolato “Andiamo online”.


Per chi si fosse perso il terzo capitolo “La fortuna dei principianti”, seguire il link.

Dopo le botte subite all’uscita della discoteca Cannabis, decidemmo di prenderci una pausa, sopratutto per recuperare dalle ferite e anche per non incrociare quelli che ci avevano pestato a torneo concluso. Di certo l’ambiente delle bische clandestine non era proprio il massimo, lo sapevamo, e prima o poi qualche episodio del genere lo attendavamo. Peccato che sia arrivato subito.

La nostra pausa però servì a farci studiare una nuova strategia di gioco. Infatti non è che volevamo mollare tutto per un pestaggio, sopratutto dopo che ormai eravamo carichi a mille per aver vinto un altro torneo, anche se non è servito a nulla perché ci hanno fregato i soldi vinti quei bastardi. Io ero gasato per come giocavo, sembrava imbattibile, e gasati lo erano anche Joe e Mario. Per un po’ però dovevamo lasciar stare le bische, e quindi decidemmo di passare all’attacco online.

Così aprimmo un conto a nome di Mario, che aveva le carte di credito sempre piene, che in caso di emergenza avrebbero fatto certamente comodo. Ovviamente però a giocare ero io. Scegliemmo il nick “I Pestati”, in omaggio alle botte subite fuori al Cannabis. Versammo tutti il nostro capitale, che era sempre di 17mila euro. Decidemmo di investire la metà giocando cash e l’altra giocando i tornei.

Partimmo in questa nostra nuova avventura un noioso lunedì e sette giorni dopo avremmo tirato le somme. In una settimana giocammo 85 tornei da 100 euro per un totale investito di 8,500 euro. Bottino finale incassato zero euro. Nel cash non andò diversamente, anzi, già giovedì notte avevamo perso tutto. Il lunedì successivo alla nostra nuova avventura fu il peggior inizio settimana di tutta la nostra vita.

Cassa vuota. Di nuovo al punto di partenza. Io ovviamente ero tornato ad essere un pezzente e non potevo ricaricare il nostro conto. Joe si tirò indietro, perché stava conservando i soldi per comprarsi casa in Jamaica, dove voleva tra le altre cose aprire un bar suo, e Mario… beh Mario era l’ungi che certamente non aveva problemi di soldi, ma di certo non voleva perderne altri. Mollare, mai.

Nonostante l’essere passato dal vincere un bel gruzzoletto di soldi al non avere più nulla, l’adrenalina che era entrata in circolo in tutti questi giorni che avevo passato a giocare a poker era talmente tanta che non avevo nessuna intenzione di mollare. Ormai ero un drogato di poker e cercai di convincere Joe e Mario che avrei potuto vincere tutto il capitale perso, anche con un piccolo investimento. Ma i miei colleghi ormai erano più che convinti di mollare, ma poi…

«Ok Stefano, sarà la fortuna a decidere il nostro destino. D’altronde il poker è anche un gioco di fortuna, e noi tutti abbiamo avuto una dimostrazione di ciò in questi giorni. Per questo io ora paro il mio portafoglio, prendo la prima banconota che capita, senza guardare, e tenteremo la fortuna puntando sulla Champions League di domani. Punteremo tutto sulla vittoria in trasferta dell’APOEL sul Real Madrid. Se vinceremo, oltre a vincere un po’ di soldi che potremmo investire online, mi convincerò che tu possa realmente farci vincere migliaia di euro se non milioni di euro nel giro di un anno, e dunque investirò ancora su di te. Dunque, Stefano, e Jo, iniziate a gufare contro il Real»

Santo Mario. Dal suo portafoglio uscì una banconota da 100 euro, puntata sulla vittoria dell’APOEL, con quota a 11. Più di mille euro che potevo (potevamo) caricare online per tornare a giocare. E la sera della partita credo di non essere mai stato così in tensione per un incontro di calcio, più della finale dei mondiali vinta dall’Italia a Berlino.

CAAAAASSA

Incredibile ma vero, al 92esimo il Real incassa il goal vittoria dell’APOEL. Guardammo la partita al bar dove lavorava Joe e passammo tutta la serata lì a festeggiare. Fiumi di birra gentilmente offerti da Mario, gasatissimo per la vincita, talmente euforico, che decise di raddoppiare il capitale vinto, così avevamo più di due mila euro da poter giocare online.

Quei soldi però non finirono mai online. I Pestati non giocavano infatti online con quei soldi, bensì un amico di Joe, anche lui immischiato nel giro dei tornei di poker clandestini, appena saputo della nostra incredibile vincita, ci convinse a giocare un mega torneo, anche un sit & go con inscrizione da 2mila euro. Una partita dove chi vinceva avrebbe incassato tutto. Noi tre ci giravamo negli occhi e forse ancora gasatissimi per la scommessa vinta, dicemmo in coro “Ok”.

La partita si sarebbe giocata la sera stessa, a mezzanotte in punto, a casa di un tizio che organizzava il tutto. Dove eravamo finito non lo sapevamo, anche perché per raggiugnere il posto ci avevano bendato a tutti. In tutto eravamo dieci al tavolo. E l’ultimo a restare in piedi fui io. Che dire, di colpo ci ritrovammo nuovamente con un capitale di quasi ventimila euro da poter investire. Questa volta però la Dea Bendata non centrava nulla. Partita perfetta e cassa per noi, ormai diventati I Pestati anche in Real Life.