Pubblicato il da Francesco "Straydog" Healy

Siamo giunti al sesto capitolo del mini romanzo “Vita da Grinder”. Dall’incontro col Re erano uscite fuori due notizie, una buona e una cattiva. La buona, era che Samuel avrebbe giocato il Main e l’High Roller del Tour Italian Poker, la cattiva, Brunella.


Per chi si fosse perso il quinto capitolo “Alla corte del Re”, seguire il link.

Mi toccò fare il carino e uscire più di una volta con Brunella. Lei era innamorata di me, ma io assolutamente no, e sopportare quell’alito cattivo era davvero dura, ma cosa poteva mai fare? Era la figlia del Re, e grazie a lui avrei giocato il Main del Tour Italian Poker e anche l’High Roller al 50%. Non potevo buttare tutto all’aria, anche se avrei voluto, perché con Brunella, in questi giorni che ci siamo visti, è stata davvero dura. Joe e Mario ovviamente mi spingevano sempre a non mollare, che per noi giocare anche l’High Roller al 50%, e pagato dal Re, era un’occasione da non lasciarsi sfuggire. Intanto, sarei dovuto resistere ancora un mese con Brunella, perché quello era il tempo che mancava al torneo.

Devo dirvi però, che a meno venti giorni dal via del Tour Italian Poker, stavo per mollare Brunella e quindi la possibilità di andare a giocare il torneo, perché certamente il padre mi avrebbe fatto ammazzare, dopo che mi aveva raccomandato di trattare bene sua figlia. Ma l’altra sera per caso ho sbirciato sul suo cellulare, un’occhiata veloce, senza farlo apposta, sai, la luce ci attrae sempre, e il suo display mi aveva chiamato, e però quello che vidi non mi piacque. Brunella mi aveva registrato in rubrica come Amore Mio. Quella sera sono tornai a casa dopo un’ora che eravamo usciti. Mi inventati una scusa che stavo male, e non mi interessa se forse non fui tanto cedibile, ma dopo aver letto quel Amore Mio, stavo per sentirmi male davvero.

“Ma che ti frega”, “Ma che vuoi che sia”, “Sai come sono le ragazze”, “Ma che pensi che quella sta solo appresso a te…”. Ovviamente Joe e Mario mi hanno fatto una testa come una mongolfiera per farmi ritornare in me. In realtà io in me c’ero, perché io Brunella non volevo vederla più, mi è servita in quel momento mio di sconforto, ma ora basta. E non è solo per l'alito cattivo, ma almeno fosse stata simpatica. Mi sembrava di uscire con un Manga giapponese a volte, con l’alito di un dragone cinese sputa fuoco. Poi però a Joe gli venne in mente un’idea.

“Ho la soluzione per te. Momentanea, ma ce l’ho. Vai dal padre e digli che nelle ultime due settimana pre torneo non vuoi distrazioni, vuoi concentrarti sul poker, per arrivare al torneo con la mentalità giusta e la concentrazione adatta ad affrontare un stress come quello. Gli spighi che quindi non ti farai vedere per alcuni giorni, e che quindi non vedrai più Brunella per questo periodo. Lui vedi che capirà, e capirà anche lei. Certo, il problema si presenterà dopo. Ma, Samuel, se si vince, sbanchiamo. Cento mila euro a testa o giù di lì. Ce ne fuggiamo all’estero per un po' di tempo, magari andiamo a mare, in un posto caldo, affittiamo una casa per qualche mese e fanculo Brunella e il Re. Un piano perfetto, no”.

Dove dire che il piano di Joe mi piaceva. Certo a parole era perfetto. L’unico problema era metterlo in atto. Come avrebbe reagito Brunella e sopratutto come avrebbe reagito il Re, suo padre. Quello è il classico padre che se sgama qualcosa, un torno alla figlia, l’unica figlia, non ci pensa su due volte ad accopparti. E ovviamente Joe e Mario non avrebbero rischiato nulla, la testa mia era quella in pericolo. Ma tant’è che non avevo altre soluzioni per liberarmi di Brunella, e mi decisi a metter in atto tale bluff contro il Re.

“Sono colpito Samuel da questa tua professionalità. Vuoi andare in ritiro come fanno i calciatori per prepararti al meglio. Per me va bene. Se tu credi che questo ti possa aiutare, procedi pure al tuo ritiro. Certo Brunella non l’avrà presa benissimo, ma avrete tutto il tempo per rifarvi dopo delle ore non passate insieme in questi giorni. Sai Samuel, tu mi sei simpatico e sono sicuro che farai bene, mi darai grandi soddisfazioni. Ho talmente tanta fiducia in te, che già sto programmando un viaggio a Las Vegas per tutti e due. Ora va a salutare Brunella però. Poi le parlerò anche io”.

Meglio non poteva andare. Ma era sincero? oppure stava bluffando pure lui? d’altronde quel contro rilancio che mi ha fatto con la proposta di andare a Las Vegas insieme mi ha puzzato un po’. Certo, in caso vincessi il torneo, non avrei avuto problemi a prenotare un viaggio per Las Vegas quest’estate, ma in caso contrario avrei bisogno solo del Re, che si traduce in un’estate a fare il finto fidanzato di Brunella.

“Si Las Vegas, Las Vegas. Poi ci pensiamo Samuel. Tu pensa a vincere, così ci andiamo di tasca nostra, e al Re e a Brunella ci mandiamo una cartolina con tanti saluti dalla città del peccato”.

Mario aveva ragione, vincendo non avremmo avuto più bisogno del Re. Si, questo era assodato, ma… vuoi che il Re non mi avrebbe trovato a Las Vegas? E quando mi avrebbe trovato, a quel punto addio sogni di gloria, quello mi avrebbe fatto fuori, e se non ammazzato, quanto meno mi avrebbe tagliato il cazzo. E già, era proprio un cazzo di problema. Mannaggia a me e che ho voluto vedere Brunella, ma soprattutto che le ho raccontato tutto del poker, con la conseguenza che ora mi ritrovo in questa situazione difficile.

Serviva un altro piano, ma nulla ci veniva in mente. Intanto, per le prossime settimane, almeno fino al torneo, potevo essere libero. Ovviamente non potevo farmi vedere in giro, col rischio di beccare Brunella. Dovevo farmi questo ritiro forzato. Per le prossime due settimana solo casa, università e poker online. L’idea era quella, ma sarei resistito a tale vita da recluso, ai domiciliari?