Pubblicato il da Francesco "Straydog" Healy

Siamo giunti all’ottavo capitolo di “Vita da Grinder” e i nostri tre eroi hanno fintamente presto parte al loro primo torne di poker di livello internazionale, il Tour Italian Poker. Vediamo insieme come è andata a finire.


Per chi si fosse perso il settimo capitolo “Drawing Dead”, seguire il link

Che dirvi del torneo… Avevo prima preso parte all’High Roller, dove vi ammetto non c’ho capito niente al tavolo. Soldi sprecati dal parte del Re, che ringrazio per la fiducia, ma a quel tavolo c’era davvero gente tosta che mi ha eliminato ancora prima di farmi sedere al tavolo, bombardandomi di domande tecniche che io non avevo proprio idea di cosa rispondere. Per fortuna ormai ho capito di avere un’arma in più ed è quella della fortuna, un Fattore C davvero impressionate che ho messo in campo nel Main Event. Chipleader al Day 1A, chipleader al Day 2, chipleader al Day 3, chipleader al Day 4 e chipleader al Final Table. E vi dico solo che rimati in 3 mi sono stati serviti per ben sette vite, il mio nuovo numero fortunato, gli Assi. Con una fortuna così non potevo non vincere. Una vittoria che mi ha permesso di incassare 350mila euro, che sarebbero diventati 125mila poiché il 50% spettava al Re, il papà di Brunella. Questo erano i patti, erano. Io, Joe e Mario avevamo tutt’altro in mente ed era arrivato il momento di mettere in atto il piano che quei due avevano il compito di trovare per liberarci degli scagnozzi del Re e scappare via con l’intero bottino in Romania

«Allora, ragazzi, che si fa? Quando mettiamo in atto la fuga?»
«Allora Samuel, io e Joe ci abbiamo pensato, 125mila dollari bastano e avanzano per andare a Las Vegas tutti e tre. Poi, capisco, ti vuoi liberare di Brunella, ma Samuel, mollala e basta, cosa mai può farti suo padre, dai cavoli, siamo negli duemila. Capirà»

«Capirà un bel niente, quello non solo mi accoppa a me, ma poi farà la pelle anche a voi due e ci rimarrà in mutande, prendendosi anche i sonori 125mil euro, che tra l’altro io ho guadagnato. Dunque, stanotte si cerca di depistare i due scagnozzi, si passa la notte chissà dove e si cerca di sparire, non dalla terra, ma almeno dall’Italia. A piedi o in autostop, non lo so, ma noi andiamo via con i nostri soldi e tanti saluti a Brunella e al Re. Punto»


All’una di notte uscimmo dall’albergo, ci dirigemmo subito dai due scagnozzi che ci sorvegliavano e con volto sorridente, più finti che mai, con aria di festa li invitammo ad andare a bere qualcosa con noi per la vittoria. Incredibilmente accettarono. Il paio era più semplice del previsto, farli ubriacare e metterli così fuori uso. Ci sembrava un piano  di merda, ma alla fine si rivelò vincente. I due ragazzi iniziarono a bere, noi lo stesso. Invitammo un paio di ragazze al bar per far aumentare l’eccitazione nei due gorilla, che così avrebbero bevuto ancora di più. Alle due trenta erano fusi sul divano del locale. A quel punto potemmo andar via senza alcun problema. Gli facemmo anche il favore di pagare il conto. Tanto i soldi non mancavano. Tornammo addirittura in albergo, dove saldammo anche lì il conto e alle 3 di notte prendemmo un taxi con tutta tranquillità verso l’aeroporto di Venezia.

Ovviamente voli a quell’ora non partivano più, così decidemmo di passare la notte in un locale, una discoteca lì nei paraggi, dove aspettammo l’alba. Spuntato il sole via di corsa al desk per acquistare il primo volo per la Romania. Questo almeno era il piano, poi però Joe ci fece cambiare idea…

«Ma che facciamo in Romania, raga, abbiamo 125mila dollari, forse qualcosa in meno dopo ieri sera, ma comune un pacco di soldi che ci permettono di andare ovunque. Ma cavolo, partiamo subito per Las Vegas e facciamo un mese da Leoni, non una Notte, prima dei campionati»
«Si così finiamo i soldi in due minuti, e poi dobbiamo andare in un posto dove il Re e sua figlia Brunella non possono mai trovarci»
«Samuel, ragione, ma che credi che quello ci viene a cercare fino a Las Vegas?»

Mario appena terminò la frase, appena disse Vegas, ecco che i due gorilla messi ko ieri notte erano tornati di nuovo in gran forma. Forse avevano bevuto qualche posizione magica, intanto ci avevano trovato, ma d’altronde dove potevamo mai andare. Non avevo molto tempo, e per fortuna non ci avevano ancora visto. Chiedemmo il primo volo in partenza. Bene saremmo andati a Bogotà via Roma.

Biglietti presi e corsa verso il gate. A Roma ovviante non aveva senso restare, il Re lì, giocando in casa, ci avrebbe preso e massacrato. Di certo avevamo qualche chance in più a Bogotà, in Colombia, o quanto meno avevamo un giorno di vantaggio semmai gli sarebbe venuto in mente di seguirmi.

«Ragazzi relax, ora dobbiamo solo aspettare lo scalo a Roma ed è fatta. Vuoi mica che quello ci viene a prendere fino a Bogotà…»

Joe si sbagliava. A Roma quando salimmo sul volo diretto per Bogotà sull’aereo c’erano due energumeni in tutto e perduto simili ai due lasciati a Venezia.

«Non farti ste paranoie Samuel»

Ed invece me le dovevo fare, perché non appena stavo per spegnere il tablet pochi secondi prima del decollo…

Samuel, non preoccuparti, ti raggiungo presto, intanto ci sono i miei due amici a farvi compagnia. Ah, ti saluta Brunella!