Pubblicato il da Tiberio "Boss" Redaelli

Premetto che scrivo questo editoriale per confrontarmi e non voglio che diventi una disputa tra favorevoli e contrari al divieto alla pubblicità del gioco d'azzardo. Partiamo da un preambolo che molti si dimenticano (ma è fondamentale per spiegare la situazione attuale), come è nato il modello italiano del gioco d'azzardo a concessioni?



Tutto nasce dal governo Berlusconi e dal Ministro Tremonti, che nel lontano 2008 decisero di creare un mercato Italiano del gioco d'azzardo online, non riconoscendo più le licenza vendute in altri stati, e dando cosi il via al mercato.it, nato per dare un colpo di grazie al mercato del gioco illegale a quel tempo dilagante.

Perchè le società di gioco hanno nel corso degli anni aderito al mercato.it?

La risposta è semplice, perchè veniva a loro concessa la possibilità di pubblicizzarsi liberamente in Italia, e questo fatto importante distingueva così in modo chiaro e univoco il gioco Legale ed autorizzato dallo stato da quello Illegale e privo di concessione.

Fatta questa premessa che molti politici si dimenticano di spiegare, passo ad analizzare i tanti motivi per cui questa legge è profondamente sbagliata e lo ricordo non viene adottata contro il gioco legale da nessuna altra nazione in Europa ( è proprio di ieri la presa di distanza di Francia e Spagna che invece combattono la pubblicità del gioco illegale differenziandola da quella legale)

La pubblicità per una società online con licenza italiana è fondamentale per proporre il proprio business in Italia, senza potersi pubblicizzare neppure sul Web, come potrebbe trovare nuovi clienti?

Quali sarebbero i vantaggi per una società nel comprara una licenza (al costo di 300 mila euro), pagare le tasse in Italia e non avere nessuna possibilità di pubblicizzarsi? praticamente avrebbe gli stessi diritti (zero) che godono le società che operano in Italia (e sono molte) senza nessuna concessione ed alimentando il gioco illegale.

Senza contate che lo stop alla pubblicità del gioco d'azzardo va a colpire solo il gioco online (che lo ricordo vale il 7% del mercato) ma non va in nessun modo ad incidere sul restante 93% del mercato composto dal gioco fisico (slot, VlT, gratta e vinci, lotto, super enalotto ecc....)

A tutto questo si va ad aggiungere il danno allo sport (di oggi le prese di posizione da parte del Basket, che affianca il Calcio) ai media, ai tanti siti di settore (che anche se sono di settore e hanno in qualche modo contribuito al gioco legale, non vengono distinti dai siti che invece offrono solo pubblicità di gioco e non fanno informazione), ma tutto questo per ottenere cosa? Lo stop alla Ludopatia?, oppure un mega spot elettorale?

Mi domando, ma come mai sulla pubblicità del gioco d'azzardo non si è mai tenuto un tavolo di confronto con tutte le parti in causa, ma anzi si è voluto inserire questo argomento in un decreto legge? Non si poteva aspettare qualche mese, sedersi tutti insieme intorno ad un tavolo di lavoro e trovare una soluzione condivisa?

Io sono il primo ad affermare che in TV, sopratutto sui canali satellitari passano troppi spot, molti dei quali con una pubblicità troppo aggressiva, e che questa vada fortemente regolamentata, come anche nel web ormai ci sono tantissime pubblicità di gioco online e qualche cosa si può fare, ma passare prima dal "tutto è concesso" al "niente è concesso" per me è un grosso errore, che riporta indietro il nostro settore di 12 anni.