Pubblicato il da Francesco "Straydog" Healy

Siamo così giunti all’undicesimo capitolo del nostro mini romanzo a puntate “Vita da Grinder”. Da ostaggi nella giungla di Bogotà, lavorando come schiavi per i cartelli della droga, a persone libere ma ostaggi di un altro incubo, il Re, l’ormai odiato padre di Brunella.


Per chi si fosse perso il decimo capitolo “Prigionieri della sfortuna”. seguire il link.

Il Re era lì che li attendeva, la caccia ai tre era così concluso, e Joe, Mario e Samuel, sapevano che ormai i loro sogni erano belli che andati. I 125mila euro vinti a Venezia, che il trio voleva usare per volare a Las Vegas e tentare il grande colpo alle WSOP, sarebbero finiti nelle mani del Re. In realtà al padre di Brunella spettava il 50% di quella vincita per accori presi pre torneo. Accordi che quei tre non avevano rispettato, fuggendo via con l’intero malloppo.

Una fuga che quasi quasi gli stava costando la vita, ma che ora, forse, finalmente era terminata. Joe, Mario e Samuel sapevano che era davvero finita, che avrebbero dovuto prendere il primo aereo per Roma, forse con l’aiuto dell’ambasciata italiana, perché di certo il Re non gli avrebbe lasciato un solo soldo in tasca. Ed invece…

«Ciao ragazzi, mi avete fatto prendere un bello spavento», esordì il Re non appena i tre ragazzi gli furono consegnati dalle forze dell’ordine.
«Allora, gli agenti per telefono mi hanno raccontato la vostra disavventura. Certo che avete culo voi tre. Avete fallito solo con me, di me non siete riusciti a liberarvi. Poi male ragazzi. Non abbiate paura, ho avuto modo di ragionare in queste ore, e sono arrivato alla conclusione di darvi un’ultima possibilità»

Joe, Mario e Samuel si guardarono l’un l’altro, quasi non potevano credere alle parole del Re: “Un’ultima possibilità”. Dire che i tre amici si credevano già per le strade di Bogotà a chiedere l’elemosina per potersi pagare un viaggio di ritorno verso l’Italia. Ed invece no, aveva quest’ultima occasione da giocare, e qualche fosse stata la richiesta del Re, di certo avrebbero accettato incondizionatamente.

«Su, ragazzi: non fate quella faccia. Ora vi spiego le cose come stanno. Certo, non posso dire di essere contento di voi, soprattutto di te Samuel, e non parla solo di Brunella, non ho mai creduto che ti piacesse davvero. Cavoli, mia figlia ha un alito da far schifo. Ti ammiro per il tuo coraggio. In ogni caso, forse penserete che sono un folle, ma voglio darvi quest’ultima occasione, ma sia ben chiaro: se raggiungerete l’obiettivo sarà ok per voi, in caso contrario, potrebbe finire molto male, e alla vostra punizione penserò con calma, perché dovrà essere esemplare. Ovviamente non c’è bisogno che siate d’accordo: lo siete e basta»

Il Re stava riempiendo di chiacchiere i tre amici, che non riuscivano davvero a capire dove volesse arrivare. Quando ad un certo punto, Mario, stanco, di non capirci nulla, prese la parola.

«SI, ma vorremmo solo capire in cosa dovremmo esservi utile. Non possiamo darvi il vostro 50%, che ammettiamo vi spetta di diritto per l’accordo preso, e farla finita qui: chi si è visto si è visto?»
«Allora, ragazzo mio, nessun ti ha interpellato e a me da fastidio essere interrotto quando spiego le cose, perché poi le cose non si capiscono bene. Comunque sto arrivando al punto. E che vi piaccia o no, non avete scelta»

Non c’era altra scelta, se non quella di accettare la proposta ancor prima di sentirla e sperare che questa specie di punizione non fosse poi così crudele.

«Vedete cari miei amici, voi tre mi avete impressionato, ma sopratutto per una vostra caratteristica, sopratutto te Samuel: avete davvero una fortuna, per non essere volgari. E voglio sfruttare questo fattore C e vi concederà un’ultima possibilità, come ho già detto. Dei soldi vinti a Venezia, 125mila euro vi ricordo, e vi ricordo che da oggi sono tutti miei, non solo il 50%, dovrete raddoppiarli, come? Bene, con la vostra fortuna sarà facile faro partecipando alle prossime WSOP di Las Vegas. E non giocherai solo tu, Samuel, ma tutti e tre. Ognuno di voi avrà a disposizione 40 mila euro, ne restano 5 mila per le vostre spese, che gestirò io. Parteciperete a tutti i tornei che vi va, con un solo vincolo, dovrete giocare il Main Event da 10 mila dollari. Chi vince di più non mi interessa, l’importante è che la somma delle vostre vincite sia di 250mila euro, che ovviamente al momento credo che terrò tutti per me. Anche se vincerete di più, a voi non spetterà nulla se non lo dico io. Ovviamente se ciò non accadrà, ci saranno delle conseguenze»
«Mi scusi, ma quali conseguenze? E se ci rifiutiamo? A me questa proposta non sta bene. Lei non può farci questo»
«Zitto, che io posso tutto. E non pensate di fare i furbi, che a farvi fuori non ci metto un attimo. Quindi non fatemi arrabbiare, più di quello che sono, e cercate di vincere questi soldi, che altrimenti saranno comunque guai per voi, non so ancora di che genere, ma di certo se mi rispondete così, non sarà una scelta molto simpatica per voi tre. E, chiudo, da oggi sarete controllati giorno e notte, e questa volta non ci saranno errori, ne da parte mia ne dei miei scagnozzi. Cercate di non commettere errori neppure voi»

Per Joe, Mario e Samuel, che volevano solo guadagnare qualche soldo extra con il poker, si ritrovano in questa situazione da action movie americano, senza via di uscita. Ora non restava che giocare e sperare in un River miracoloso.