Pubblicato il da Tiberio "Boss" Redaelli

La liquidità condivisa nel poker online tra Spagna, Francia, Portogallo e Italia, doveva essere il primo passo per il rilancio del poker online, gioco che purtroppo da molti anni nella penisola segna una decrescita mensile, ma ahimè si è rivelato un grande bluff. In questo editoriale rilancio il sogno di una liquidità aperta anche per il mercato italiano.

La Francia e la Spagna sono partite da molti mesi con la liquidità condivisa nel poker online, ottenendo da subito un grande successo sia nel poker cash game che in quello a tornei, il Portogallo partirà nei primi mesi del 2019. Delle quattro nazione che hanno firmato il protocollo d'intesa, solo in Italia non si ha una tempistica certa, anzi non si hanno più notizie ed è calato il silenzio più totale. Ritardi dovuti al nuovo governo fortemente contrario al gioco legale? ad una lobby di concessionari contrari? o semplicemente ad una forte burocrazia che ha rallentato di processi di avvio?

Le altre nazioni sono partite spedite con la liquidità condivisa nel poker online e noi come sempre stiamo a guardare, affossati dalla burocrazia, dal nuovo governo e da una parte di concessionari contraria all'apertura della liquidità da nazionale a condivisa. Questa è la risposta che un noto esperto del settore mi ha fornito sulla mancata partenza anche in Italia della liquidità condivisa nel poker online nel 2018, una semplice risposta che però racchiude davvero i ritardi e il mistero sulla data di avvio (sempre ci sarà) anche nella nostra nazione.

Ma andiamo ad analizzare attentamente questi tre punti per capire appieno se stanno influendo sullo stop all'avvio della liquidità condivisa con Francia, Spagna e Portogallo nel poker online.

Sicuramente le elezioni politiche del 4 marzo e la nascita di un nuovo governo fermamente contrario al gioco d'azzardo legale, e sottolineo legale, ovvero quelle società che hanno creduto nel mercato del gioco italiano e hanno investito in questo settore e pagano regolari tasse in Italia, che si trovano praticamente allo stesso piano del gioco illegale, di certo non ha favorito la partenza della liquidità condivisa, anzi hanno affossato il progetto aumentando pure la tassazione per il poker online nel 2019, passando dal 20% al 25%, un aumento ingiustificato che deprimerà ancora di più il mercato nazionale.

Anche la burocrazia che in Italia non manca mai, avrà sicuramente influito pesantemente al ritardo nell'avvio della liquidità condivisa nel poker online, ma a "sabotare" la partenza sono stati anche una parte dei concessionari italiani che hanno un mercato esclusivamente nazionale, e non fanno parte di poker network internazionali, o non hanno in questi anni aperto concessioni anche in Francia, Spagna e Portogallo, e con la partenza della liquidità condivisa farebbero molta fatica a reggere la concorrenza e quindi preferiscono prendere tempo per iniziare ad organizzarsi...o peggio ancora remano contro.

Ma mi domando, ma è meglio continuare a giocare in un piccolo orto chiuso come è il poker.it, che ogni mese riduce il proprio guadagno con poche possibilità di ripresa e zero investimenti da parte delle poker room italiane, o pensare di aprire il mercato alla reale concorrenza e rilanciare il prodotto poker online anche in Italia?

Credo siano evidenti a tutti i vantaggi di un mercato regolamentato ma condiviso nel poker online, più giocatori presenti ai tavoli da gioco, più montepremi garantiti, più azione ai tavoli da gioco, più investimenti da parte delle sale e sicuramente un maggiore interesse anche della stampa e delle televisione e di conseguenza più incassi da parte dello stato. Non mi aspetto che si ritorni a 10 anni fa, al boom del poker online, ma penso che si possa assistere alla rinascita di questo affascinate gioco di carte, al momento stritolato dalla concorrenza di casinò online e scommesse sportive.

Per chiudere queste breve editoriale, penso che non bisogna avere paura della liquidità condivisa nel poke ronline, perchè questo gioco a differenza della totalità dei giochi dei casinò dove si gioca contro un banco, per crescere ha bisogno di un ricambio continuo di giocatori che mercati frammentati non possono sostenere, quindi basta aspettare partiamo anche in Italia il prima possibilie con la liquidità condivisa.