Pubblicato il da Stefano "Il Profeta" Scorrano

In questi giorni si ricorda la scomparsa di Gianni Giaroni che ci lasciò l'11 marzo del 2011. Siamo andati a ripescare una mitica intervista che fa ben capire l'uomo e il pokerista che era.

 

C'è un intervista che in pochi minuti sintetizza il modo di essere di Gianni Giaroni, schietto, spontaneo, convinto dei suoi mezzi (in particolare quelli matematici visto che era proprio un prof di matematica), a volte anche caustico e diretto, ma sicuramente auto ironico tanto da diventare un personaggio iconico nel poker azzurro col suo modo di fare ma anche con i suoi risultati.

Per molti altri invece era un personaggio schivo e scomodo, forse perchè diceva apertamente quello che pensava senza il bisogno di ingraziarsi nessuno, e forse anche per questo ci è stato da subito stato simpatico in PIW, la voce libera del poker.

Con lui abbiamo scambiato tantissime battute, chiacchiere, cene e pranzi memorabili, e ricordo con affetto anche quando lo incontrai alla colazione dell'albergo prima di un evento EPT, con la moglie che ogni tanto lo accompagnava, e proprio a lei, come ai figli di Gianni, va il nostro abbraccio in questi giorni di ricordo.

Ricordiamo alcuni screzi del classe 1940 (nato a Ferrara) con Dario Alioto e la nuova guardia dei grinder online che dominava allora la scena e che stava arrivando a invadere anche il live, ma su cui il veterano non aveva nessun senso di inferiorità, anzi. Ricordiamo le partite cash game a Montecarlo dove aveva sempre una sedia in caldo, ma anche la triste vicenda del Partouche Poker Tour 2009 dove Giaroni si stava giocando quasi 400K ma fu molto probabilmente vittima di collusion.

3 soli anni di registrazioni dei suoi risultati ai tornei di poker live su Hendon Mob (dal 2007 al 2010) gli sono bastati per essere tutt'ora nella top-25 degli italiani più vincenti a questo gioco, considerando solo i tornei, senza il cash che come detto lo vedeva molto attivo su tavoli ricchi ed importanti in Costa Azzurra. Il suo stile era molto conservativo, molto solido, e per molti non incline al bluff o a giocate spettacolari, ma qui posso smentire di persona perché Giaroni sapeva bluffare e giocare mani tricky eccome. Con lui però il detto "a chip and a chair" era legge. Non l'ho mai visto mollare, nemmeno da super short stack, e con la sua pazienza ci regalò anche incredibili rimonte in tornei con Field che avrebbero fatto tremare le mani a tanti.

Ricorderemo Gianni sempre come la "giovane" promessa del poker italiano. Lo incalzammo sulle altre varianti, magari per un epica sfida con Alioto ad Omaha, ma come amava dire: "Non studio le altre varianti, non ho tempo e poi vinco quando voglio al Texas Hold'em, cosa imparo le altre varianti a fare?". Parola di Gianni che ha lasciato un marchio indelebile nel mondo del poker italiano, lo conferma il fatto che a 10 anni dalla sua scomparsa siamo ancora qui a dedicargli un doveroso tributo.