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Il genio, la matematica e il caso sono tematiche ricorrenti quando ci si trova a parlare di poker online. Ma come si relazionano tra di loro queste varie componenti e come si riassumono tra di loro? E qual è l'incidenza del caso?


Sempre più spesso sentiamo accostare il poker alla matematica. Teorie come ICM o il sistema S.A.G.E. per gli heads up cercano di declinare le basi del gioco incanalando nell'algebra probabilistica le varie sfaccettature di un gioco quanto mai complesso come il poker Texas Hold'em. D'altro canto conosciamo bene lo stretto legame che nella rappresentazione artistica (film e romanzi) quanto nella realtà (basti pensare a Stu Ungar su tutti) il poker ha stretto con la figura del genio.


Mentre non sentiremo mai parlare di genialità applicata a giochi di puro azzardo — alla roulette per esempio potremo al limite trovare la rappresentazione del giocatore veggente o comunque di figure basate sulla predizione — spesso ci imbatteremo in tale relazione qualora si considerino i cosiddetti Skill Game, giochi di abilità in italiano. Dicevamo della matematica.


Se il poker fosse riassumibile come tale in un calcolo, in un differenziale positivo o negativo relativo all'E.V. (Expected Value, valore atteso) di ogni giocata, il genio come tale non sarebbe utile ai fini della vittoria, anzi, in alcuni casi potrebbe essere addirittura deleterio in quanto potrebbe indurre alla noia il giocatore iper-intelligente che si trova a non poter sfruttare a pieno le proprie capacità.


TellsIn realtà la matematica del poker fa parte di quel calderone di conoscenze indispensabili di cui nessun giocatore può fare a meno. Regole che però, il giocatore accorto e a maggior ragione quello geniale, possono o anzi devono infrangere per poter far rispettare il proprio vantaggio sull'avversario. Questo per quale motivo avviene? Il poker, com'è risaputo, è un gioco che prevede una raccolta di informazioni imperfette. I movimenti, gli sguardi, gli atteggiamenti ricorrenti ed altre mille sfaccettature minimali del nostro comportamento al tavolo, che in gergo vengono chiamati Tells, creano un cosmo di informazioni a disposizione di chiunque sia in grado di coglierli.


È in questo ambito che la matematica trova il completamento "umano" di cui il grande pokerista ha bisogno per fare la differenza. Certo è che, almeno per chi scrive, risulta praticamente impossibile cercare di determinare il peso specifico di queste due componenti specialmente considerando alcune discipline, come ad esempio il grinding di Sit&Go, dove la raccolta di informazioni al tavolo è spesso demandata ad un apposito software e il giocatore deve sforzarsi di uniformare quanto più possibile il suo stile di gioco a quello di un calcolatore.


Altra componente fondamentale del gioco è il caso, che spesso i giocatori chiamano in causa alludendo alla fortuna, ma di questo tratteremo domani nel prossimo articolo, con il quale il discorso iniziato oggi troverà il suo completamento.