Pubblicato il

CarteCi siamo lasciati ieri, annunciando per oggi, la conclusione della piccola riflessione sul poker parlando del caso ed eccoci qui, con la seconda parte. Cerchiamo di capire che cos'è il caso e in che misura influisce sul nostro amato gioco.




Nel momento in cui un giocatore si appresta a giocare una mano in all-in, non appena scopre le sue carte e vede quelle dell'avversario, sa determinare una stima delle probabilità di vittoria di ciascuna delle due mani. Frequentando giocatori minimamente ferrati nel gioco sentiremo spesso parlare di coin flip (lancio di moneta, ovvero probabilità 50-50), di 80-20%, di 60-40% e tante altre combinazioni di percentuali. Tutte queste cifre sono ovviamente frutto di calcoli che svolti nella loro corretta accezione matematica danno luogo a numeri reali bruttissimi a vedersi, ma che il giocatore conosce in buona parte a memoria, e che in alternativa calcola al volo usando alcune scorciatoie ottenendo dei parametri approssimati ma attendibili.


Chris Ferguson

Chris Ferguson nella sua caratteristica posa riflessiva


Sappiamo quindi che se al flop abbiamo 4/5 di colore abbiamo circa il 36% di possibilità di chiudere il nostro progetto; nel caso in cui floppassimo un progetto di scala bilaterale allora avremo circa il 32% di veder cadere una carta utile al completamento del nostro punto. Non serve fare nessun calcolo complicato, basta altresì moltiplicare gli out (le carte che, salvo ulteriori informazioni su carte bruciate o foldate, presupponiamo essere ancora nel mazzo) per il doppio delle carte ancora da scoprire. Ricapitolando: 4/5 di colore al flop ci dice che nel mazzo rimangono 9 carte a colore a noi utili, mancano ancora turn e river, quindi ottengo 9x2x2=36. Stessa cosa con la bilaterale, che ci consegna 8 out e quindi 8x2x2=32.


suck_out_pokerPIW.jpg

Saranno andati all-in preflop?


Tutte queste probabilità ci riportano al concetto di casualità, sia durante il gioco, sia durante quei momenti in cui ci fosse capitato di chiederci: ma il poker è solo fortuna o quello che faccio conta qualcosa? In realtà la risposta è molto semplice e banale, comune per la maggior parte dei giocatori, ma per chi si fosse avvicinato solamente ora alla disciplina credo sia utile una precisazione: il poker e la fortuna sono correlati solo in apparenza, nella realtà dei fatti le carte giocano esattamente come dicono di giocare; in altre parole, non mentono mai. 


Software per il calcolo delle probabilità

Poker Wingman, software per il calcolo delle probabilità


Cerchiamo di capirci meglio: se mi trovo in all-in con AA vs 22 e il mio avversario trova un due  sul board non posso assolutamente pensare che le carte mi abbiano tradito o che la fortuna centri più di quel tanto. In realtà, pur nella meschinità del concetto, hanno rispettato ciò che avevano promesso, ovvero che la mano vincente sarebbe stata, 80 volte su cento, AA. Purtroppo per noi questo caso ricadeva nei restanti venti percentili, ma la nostra giocata è stata corretta.


Grafico EV

Un grafico che dimostra che non sempre tutto va come deve andare


Ma se le carte giocano rispettando le loro promesse io che c'entro, vi chiederete? Eccoci tornati al punto di partenza. Nel primo articolo si parlava di genio. Ecco, possiamo risponderci così: le carte giocano quando le facciamo giocare noi, ed è nostra volontà vederle cadere a faccia scoperta sul tavolo ad affrontarsi due a due. Ritorna così il discorso sulle informazioni imperfette da raccogliere al tavolo e il valore del genio umano in questo meraviglioso gioco.


Teddy KBG

Teddy KBG dal film "The Rounders" e il suo tell rivelato


Le probabilità entreranno quindi nel dominio delle informazioni che riuscirò a carpire, e sarò io a decidere se con 22 sia giusto oppure no arrivare allo show down; e quanto più sarò in grado di evitare di trovarmi in situazioni economicamente svantaggiose (ad esempio trovandomi con 22 contro AA) quanto più sarò vincente sul lungo periodo. Da questo possiamo concludere che, l'abilità nel poker incide molto di più della fortuna.


Se non l'avessi ancora letto: Il poker tra matematica e genio (prima parte)


scritto da Luca "ilFilosofo" Barbi