Pubblicato il da Redazione

“Siamo in missione per conto di Dio”. Avete esattamente tre secondi e mezzo per dirmi da quale film è stata tratta questa celebre citazione. Chi non si ricorda è cortesemente pregato di togliermi subito l’amicizia da Facebook!


Uno, due, tre e mezzo. Si tratta ovviamente di “The Blues Brothers” un film cult degli anni ‘80 diretto da John Landis con John Belushi e Dan Aykroyd. La frase in questione viene pronunciata proprio da quest’ultimino che interpreta i panni di Elwood Blues. E a chi, se non agli americani, piace interpretare il ruolo degli sceriffi mondiali, sempre pronti a stabilire il bene ed il male supremo?


Barack Obama ha vinto di nuovo le elezioni e si e' riconfermato l’uomo più potente del mondo. Gli analisti del poker, gente che nessuno conosce, ma che tutti citano un po’ a caso, esultano festanti manifestando cauto ottimismo sulla possibile ripresa del poker online USA, che farebbe ovviamente da traino mondiale per tutto il comparto.


Ora, io non vorrei disilludere nessuno, ma pur non essendo un analista, mi permetto, molto umilmente, di dire la mia. Cosa cambierà per il poker online l’elezione di Mr.Obama? Assolutamente nulla. Zero di zero. Non fraintendetemi, la storia farà il suo corso, si tornerà a giocare online anche negli USA, ma non dipenderà di sicuro dal presidentissimo. Ma come, obbiettano gli analisti, il presidente è un grande appassionato di poker….. E questo che vorrebbe dire miei cari analisti? Non è che se un capo di governo, tanto per fare un esempio, è appassionato di prostitute che in automatico la prostituzione diventa legale. E tengo a precisare che ogni riferimento a persone o vicende realmente accadute è puramente casuale.


Anche perché in America va ricordato che il problema non è giocare a poker, ma sono le transazioni bancarie. Una sottile differenza che genera una marea di impicci e cavilli vari. D’altronde è stato lo stesso Obama a dare il via, nell’aprile 2011, all’operazione “Black Friday”, non sono stati i repubblicani. E l’operazione non era a danno delle poker room online, ma era contro le transazioni offshore che non rispettavano la normativa UIGEA. Vero è che con un’elezione di un presidente repubblicano il poker online avrebbe avuto sicuramente vita più dura, ma non gridiamo ad Obama come al salvatore della patria (online)


Sicuramente anche negli USA si tornerà a giocare online, ma non sarà un presidente repubblicano o democratico ad anticipare i tempi. Più probabilmente saranno le potenti lobby di Las Vegas, da sempre in combutta con la politica grazie alle sostanziose donazioni per le varie campagne elettorali, che ne decideranno tempi e modalità.


E ci va bene che Obama è appassionato di poker e non di freccette…

Marco Zanini