Pubblicato il da Redazione

William Walter Boyd nasce nel 1906 in Arkansas. Ben pochi di voi sapranno di chi si tratti, però è anche grazie a lui se l’Omaha è riuscito a svilupparsi nel corso degli anni. Lo potremmo definire un parente “povero” e meno famoso della generazione dei vari Brunson, Preston e Moss.


Anche se con Doyle Brunson condivide il primato di essere stati gli unici giocatori nella storia delle WSOP ad aver vinto braccialetti in quattro anni consecutivi. Boyd vince nel 1971, 1972, 1973 e 1974 il braccialetto nel Five Card Stud Limit, disciplina nella quale era un vero maestro. Altri tempi, ve lo concedo; 4 vittorie che in totale gli fruttano “solo” 80mila dollari, vien quasi da sorridere pensando ai montepremi dei tornei attuali, ma resta comunque un’impresa irripetibile ai giorni nostri considerando numero di iscritti e field, nonostante gli oltre 60 eventi attuali, solo a Las Vegas, senza considerare le WSOP Europee e le WSOP Australiane.


La sua è stata una vita avventurosa come tutte quelle degli uomini di poker di quei tempi. Scappato di casa negli anni 20, da una famiglia troppo religiosa per la sua indole, comincia a girovagare per gli States saltando da un treno merci all’altro. Completamente squattrinato svolge i lavori più umili e faticosi per sbarcare il lunario, fino a quando entra in un saloon nel Montana con tutti i suoi averi, 13 dollari, si siede ad un tavolo da poker e poche ore dopo ne esce con 1.300. Da quel momento in poi, per tutta la sua vita il poker sarà la sua unica occupazione.

William BoydCon il tempo capisce che ci si può arricchire non solo stando seduti al tavolo verde, ma anche organizzando le partite nei casinò. Giunto a Las Vegas nel 1946 viene assunto dal Golden Nugget come direttore di sala, ruolo che ricoprirà per oltre 40 anni, fino al 1988. L’Omaha nasce proprio li, solo che prima non avendo un nome ufficiale e venendo giocato solo al Golden Nugget veniva semplicemente chiamato Nugget Hold’em.

Tra i mille aneddoti che hanno caratterizzato la sua vita, uno dei più divertenti è stato quello raccontato da Doyle Brunson: “A quei tempi la security dei casinò era quasi del tutto fatiscente e i vari direttori di sala dovevano arrangiarsi come meglio potevano. Bill aveva intimato ad un giocatore imbroglione di non presentarsi più al Golden Nugget, ma questi non ne voleva sapere, fino al giorno in cui Bill lo ha trascinato in un vicolo adiacente al casinò e tirando fuori una pistola gli ha sparato nel sedere! Non ci sono state ripercussioni legali perchè in quegli anni, soprattutto a Las Vegas, la gente badava agli affari suoi”

Boyd è stato inserito con pieno merito nella “Poker hall of fame” nel 1981. Nel 1989 all’inaugurazione del Mirage, altro storico casinò della strip, Bill è stato invitato a giocare la prima mano di poker, in segno di rispetto per quanto fatto per tutto il movimento.

Ritiratosi definitivamente dalle scene pokeristiche agli inizi degli anni 90, William Boyd manca nel 1997, alla veneranda età di 91 anni nella sua casa di Las Vegas, città che per sempre lo ricorderà come l’uomo della rivoluzione pokeristica.

Marco Zanini