Pubblicato il da Redazione

Qual è il lavoro che tutti noi appassionati di poker sogniamo di fare? Credo che la risposta sia veramente facile e rapida, ovvero il giocatore di poker professionista sponsorizzato da una famosa poker room online.


Ci sono però varie sfaccettature di questa professione che andrebbero analizzate. C’è anche chi si trova in una sorta di limbo e viene pagato per giocare a poker pur non essendo un “professionista” nell’accezione canonica che diamo noi a tale termine. Ci troviamo a Cripple Creek, capoluogo della contea di Teller in Colorado. Paesino di poco più di mille abitanti a quasi tremila metri sul livello del mare. Paese piccolo, ma con quasi 20 casinò presenti sul territorio municipale. Ovviamente non si tratta di casinò stile Las Vegas, son tutte piccole sale da gioco, ma ha il singolare primato di essere, Nevada escluso, la municipalità con il maggior numero di casinò in proporzione al numero di abitanti.
Li vive e lavora Dane Rhodes, pagato dai casinò per giocare a poker. Recentemente intervistato sul singolare lavoro ha così dichiarato: “Quando dico il mio mestiere, tutti vorrebbero svolgere il lavoro che faccio per vivere “


Ok, fermatevi subito prima di correre a fare un biglietto aereo di sola andata per il Colorado. Non è tutto oro quel che luccica! Innanzitutto cominciamo col dire perché Rhodes fa questo lavoro. Lui e altri suoi colleghi del settore fungono da giocatori definiti “prop player” che hanno il compito di iniziare e tenere in vita i tavoli da poker cash cash dei vari casinò, molti dei quali aperti 7 giorni su 7, 24 ore al giorno.
Rhodes dice che queste sale da poker non avrebbero nessun successo se dietro non ci fossero dei dipendenti pagati per giocare.


15€ per giocare a poker?E qui veniamo al primo punto che fa scricchiolare tutta la faccenda. I prop player vengono pagati circa 15 dollari l’ora, in base al tipo di tavolo in cui si siedono. Ovviamente si parla di limiti bassi, dall’1-2 al 3-6 dollari massimo, però i soldi utilizzati per giocare sono tutti a carico del dipendente del casinò, il quale paga la rake e si tiene vincite e perdite. In pratica il prop player riceve una retribuzione per giocare, ma usa i suoi soldi per farlo. Ecco perché la maggior parte della gente si dimette dopo poche settimane, credono che sia il lavoro dei loro sogni e poi finiscono broke in meno di un mese.


La pratica, perfettamente legale negli Stati Uniti, anche se considerata un po’ borderline è stata ufficialmente legalizzata nel 1991 e modificata nel 1996. Nei primi 5 anni di prop player questi giocavano con i soldi del casinò, non con i propri, ma per la stessa casa da gioco era sconveniente e rischioso avere un interesse in una partita di poker, da qui la decisione di far giocare i prop player solo con i propri soldi e dargli una retribuzione oraria come qualsiasi dipendente del casinò.


Alcune normative interessanti: I prop player non possono partecipare ai tornei del casinò, pena il licenziamento immediato. Per quanto riguarda invece il loro lavoro ai tavoli da poker cash non ce ne possono essere più di tre per tavolo e devono essere identificati come dipendenti del casinò solo ed esclusivamente se a farne richiesta è uno dei giocatori “regolari” presente al tavolo

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Inoltre una delle altre difficoltà di questo bizzarro lavoro è che loro sono pagati essenzialmente per tener in vita i tavoli e fare da tappabuchi. Se il tavolo si riempie loro si devono alzare per far posto ai clienti in lista d’attesa, indipendentemente da quanto stiano vincendo o perdendo e far partire un nuovo tavolo. Poi quando i clienti più deboli hanno presumibilmente perso i loro soldi ed il numero di giocatori al tavolo cala eccessivamente ecco che i prop player riprendono a giocare. Questo ovviamente si traduce in una drastica perdita di death money al tavolo. Lavoro duro senza fama nè gloria, in perenne balia della temuta varianza!


Adesso che vi ho svelato trucchi e segreti di questa insolita professione, chi di voi si imbarcherebbe in un lavoro simile?

Marco Zanini