Pubblicato il da Giuseppe "Pidduv" Messineo

Quella che segue è un opera di pura finzione. Ogni riferimento a fatti realmente accaduti e/o a persone esistenti è da ritenersi puramente casuale. Preciso questo perché la settimana scorsa sono stato scomunicato dalla Chiesa Anglosassone...


La Chiesa Anglicana Anglosassone mi ha scomunicato dopo aver scoppiato gli assi alla Regina Elisabetta II in un sit and go da 50 centesimi. Quando Dio creò l’universo ben poche cose esistevano: la nutella, gli esattori del fisco svedesi ed ovviamente Doyle Brunson che era suo segretario già da parecchio tempo. Come ben sappiamo Dio creò tutte le cose buone: il mare, le montagne, le foreste, i big blinds,  gli animali e le chips da 14,5 grammi.

Il settimo giorno si riposò. E mentre si riposava seduto in veranda con un gin tonic in mano vide il suo fedele segretario Doyle Brunson che sfruttava il giorno di riposo non retribuito giocando il Sunday Special sfruttando una connessione ADSL della Madonna. A quei tempi il numero di giocatori iscritti, come potete ben capire, era piuttosto esiguo. Il field non era dei più duri ed un Sunday Special durava due od al massimo tre livelli e lo vinceva sempre Doyle.


Doyle BrunsonIncuriosito da questo bizzarro giochino Dio apostrofò Doyle: “Perché non ti ricordi che oggi, giorno di riposo, è fatto per essere santificato?” al che Doyle prontamente rispose: “Scusa Dio, ma se tu ti riposi il settimo giorno perché io dovrei venire a disturbarti?” Colpito da tale arguzia Dio diede un importante incarico a Brunson: redigere i comandamenti del poker. Così Doyle, vinto con estrema facilità l’heads up finale del Sunday Special con T2 off, si mise subito all’opera.

Dopo un peregrinare di tre mesi alla ricerca del posto giusto dove scrivere i comandamenti del poker giunse nella città che più gli sembrava adatta al suo arduo compito: Las Vegas. Ospite del Bellagio sottrasse un tavolo da poker in mogano dove incise a mano libera i Sacri Comandamenti Pokeristici:

  • Non avrai altro gioco di carte (fatta eccezione per le varianti tipo Omaha, Stud, Razz e similari)
  • Non nominare il nome del dealer invano (lui da solo via le carte, sta a te giocarle nel modo corretto)
  • Ricordati di santificare i micro stakes (Anche i più grandi campioni son partiti da li)
  • Onora i tornei live (la varianza uccide, ma il tavolo finale televisivo è una giusta ricompensa)
  • Non whinare, braggare o raccontare dell’ultima mano giocata (tutti ti ascoltano, ma a nessuno interessa)
  • Non commettere atti impuri con la dealer (anche se è bionda, carina e con il seno prosperoso sta solo facendo il suo lavoro, non c’è ragione alcuna per importunarla)
  • Non rubare le chips dell’oppo durante le pause, ma solo in bvb o da bottone
  • Non dire falsa testimonianza (sempre meglio non dare tells al tavolo. Quando si chiacchiera troppo gli avversari se ne approfittano)
  • Non desiderare gli stack degli altri (guadagnatele da solo le tue chips, da molta più soddisfazione)
  • Non desiderare le monster degli altri (se le carte non girano nel verso giusto non stare a lamentarti, ma prova ad inventarti qualcosa)

Da allora questa preziosa tavola si è tramandata fino ai giorni nostri, passando da generazione in generazione e da torneo in torneo.