Pubblicato il da Giuseppe "Pidduv" Messineo

Oggi facciamo il giro del mondo tra una truffa in Australia, il processo in America di Greg Raymer e qualche spontanea riflessione sul presunto broglio di Phil Ivey in Europa. Very great game, non c’è che dire!


Nuova truffa nel mondo del poker. Non fa in tempo a smorzarsi l’eco di una qualche malefatta che subito salta ai (tristi) onori della cronaca una nuova sconcertante vicenda. In questo ennesimo caso ci troviamo in Australia, dove Bill Jordanou, famoso giocatore di poker australiano, è accusato di aver messo in atto un presunto schema Ponzi, lo stesso operato dalla vecchia Full Tilt Poker per intenderci, con il quale è stato in grado di appropriarsi indebitamente della stratosferica cifra di oltre 74 milioni di dollari australiani, vale a dire circa 52 milioni di euro!

Attualmente sono in corso le indagini da parte della polizia dello stato di Victoria, lo stato a sud-est dell’Australia con capitale Melburne. La notizia ha destato molto scalpore in tutto il continente, oltre per la somma, anche per la notorietà di Bill Jordanou. Giocatore high stakes, vanta in carriera un terzo posto all’Aussie Million da centomila dollari di iscrizione ed un primo posto al venticinque mila dollari del Victoria Poker Championship. Adesso si che sappiamo da dove venivano i soldi per pagarsi il buy in!

Tengo a precisare comunque che la truffa non è minimamente collegata ad una poker room, anche se pare che tra i truffati ci siano molti player che partecipano all’Asia Pacific Poker Tour. La polizia di Melbourne ha assicurato che risolverà l’indagine entro un tempo massimo di due mesi. Veloce quasi come da noi mi vien da pensare…. (ndr: lo penso solo, ma mi guardo bene dal dirlo!!!)
Greg 'Fossilman' Raymer
Restando in tema giuridico mi pare appropriato parlarvi anche di Greg Raymer. Primo perché si è laureato in giurisprudenza e secondo perché sono cadute le accuse contro di lui per sfruttamento della prostituzione. Se vi ricordate, il campione del mondo 2004 era stato arrestato in North Carolina a marzo di quest’anno in un hotel a Wake Forest, dove aveva risposto ad un annuncio online di incontri sessuali, trovando però ad attenderlo solo le manette degli agenti in borghese.

Il popolare Fossilman si è più volte scusato pubblicamente nei confronti della famiglia, degli amici e dei numerosi fan per la sciocchezza commessa. Nonostante lo scandalo che ne è seguito Greg resta comunque uno dei giocatori più apprezzati e rispettati dalla comunità e dopo 75 ore di lavori socialmente utili in un’azienda no-profit ed un test sulla valutazione della sua sanità mentale, ha finalmente pagato il debito con la giustizia, chiudendo definitivamente questa vicenda giudiziaria. D’altronde si sa che la carne è debole, e lui oggettivamente ne ha parecchia di carne addosso…..

E se parliamo di tribunali, truffe e quant’altro non possiamo chiudere l’articolo senza dover (ahimè) menzionare sua maestà Phil Ivey. Tutti siamo al corrente che Phil nell’agosto 2012 aveva vinto 7,8 milioni di sterline, circa 9 milioni di euro, ad una variante del baccarat denominata punto e banco al Mayfair Club Crockfords di Londra non potendo incassare la vincita per sospetti brogli, sospetti che poi sono stati recentemente confermati dallo stesso Ivey, il quale ha ammesso di aver sfruttato un difetto di fabbricazione delle carte del casinò riuscendo di fatto a “leggere” le carte coperte. Lui sostiene di non aver barato, ma bensì di aver sfruttato a suo vantaggio un errore del casinò.

Pur essendo una linea di difesa abbastanza borderline mi trovo sostanzialmente in accordo con Phil, anche se onestamente non riesco proprio a giustificare la sua azione. Perché un campione indiscusso come Phil Ivey, conosciuto e rispettato a livello planetario con guadagni e sponsorizzazioni da far invidia ai top reg della finanza della all time money list deve imbarcarsi in una vicenda simile, per di più in compagnia di una certa Kelly, losca figura asiatica presente nella black list della maggior parte dei casinò britannici?

Lo zio di Peter Parker ci ricorda sempre che “da grandi poteri derivano grandi responsabilità” ma forse questa volta, accecato dalla bramosia del facile guadagno, Phil ha dimenticato per un po’ le sue “responsabilità” di uomo immagine del poker mondiale, che si è meritatamente conquistato grazie ai suoi “grandi poteri” al tavolo verde.