Pubblicato il da Giuseppe "Pidduv" Messineo

Durante la premiazione della Poker Hall of Fame, Tom McEvoy ha dichiarato tra il serio ed il faceto: “il poker è ore ed ore di noia, scandito da momenti di puro terrore”. In effetti non è che gli si possa dare proprio torto.


Il tavolo finale del main event WSOP 2013 in effetti rispecchia la frase di Tom McEvoy. Cento e più mani di noia in vana attesa di uno steal, di uno squeeze, di una vibrante 3bet-air ed invece nulla di particolarmente emozionante. Ovviamente fino a quando un panda ha fatto la sua comparsa davanti al tavolo dei giocatori, rubando loro la scena per qualche minuto. Si, avete capito bene, non è un errore di stampa, ma è quello che è realmente successo.

Andiamo con ordine ed elenchiamo i fatti. Inizia il tavolo finale in mezzo alla solita colorita baraonda così tipicamente vegasiana: ragazzi in t-shirt e cappellini, bibite di varie forme e colori, alcuni vestiti con costumi bizzarri, forse reduci del recente halloween. Quello che prende di più la vista è uno vestito da panda gigante tra il pubblico. I racconti dei presenti dicono che il panda all’inizio teneva un comportamento sobrio, a volte ballava con il pubblico e sembrava pure che avesse un buon ritmo (per essere un panda ovviamente).

I finalisti del Main Event WSOPPare che la situazione abbia iniziato a degenerare quando il panda ha iniziato ad ordinare cocktail alcolici… Infatti tenta un primo avvicinamento al tavolo finale, ma viene prontamente fermato dalla security, in quanto sprovvisto dell’apposito badge e poi qui i racconti dei presenti prendono pieghe diverse: c’è chi dice che l’alcool abbia fatto il suo effetto e c’è chi dice che il panda si sia sottoposto ad una scommessa per cinque mila dollari (per la serie: anche i panda devono pagare l’affitto di casa!) fatto sta che con una mossa repentina, non molto pandiana a dire il vero, il panda entra di prepotenza nella zona VIP, scarta un paio di energumeni della sicurezza e si fionda sul tavolo finale.

Solo che non vede il gradino, inciampa e sbatte la faccia (od il muso) sul pavimento. Momento di stupore generale; il gioco si interrompe, le telecamere di ESPN puntano tutte su di lui. Anche Jack Effel, il direttore del torneo, ride divertito dal curioso intermezzo. Il panda si rialza, mima una specie di balletto, ma potrebbe anche essere stato un saluto od una deambulazione difficoltosa dovuta alla caduta, non potremo mai saperlo senza chiederglielo e poi scappa via inseguito dai sorveglianti dello zoo… scusate, volevo dire scappa via inseguito dalla security del Rio Casino!

Nessuno sa che fine abbia fatto il panda,  si suppone solo che sia un tifoso di Jay Farber, visto che Jay aveva al tavolo un peluche a forma di panda. O forse, più semplicemente era uno che ha delle quote su Farber e si è un po’ troppo immedesimato nella parte. Ricordo solo che il panda è una specie in via d’estinzione, protetta dal WWF, per cui spero che le guardie del Rio abbia usato un trattamento di riguardo nei suoi confronti!