Pubblicato il da Giuseppe "Pidduv" Messineo

Era una notte buia e tempestosa. Da quanto tempo volevo iniziare un articolo con questa frase! Ho letto che questa in assoluto è la frase più usata ed abusata per iniziare a scrivere, per cui ho pensato: e chi sono io per esimermi dai miei doveri contrattuali?


Per cui: era una notte buia e tempestosa ed io mi trovavo con l’annoso dilemma del venerdì sera: andare a giocare a poker online o live? Essendo che pioveva a dirotto, tirava un forte vento e la temperatura esterna si aggirava sugli zero gradi celsius ho ovviamente optato per andare a giocare live. Il circolo THT Tortona si erge maestoso su un promontorio che volge a mezzogiorno, tra due catene ininterrotte di monti, tutto a seni e golfi… ah no, scusate, ho sbagliato citazione.

Comunque sia, il circolo è gestito dal camaleontico Micio, un uomo paragonabile al Signor Wolf di Pulp Fiction, uno che risolve problemi. La direzione del torneo è affidata al Bingo, che detto così sembrerebbe uno con problemi di ludopatia acuta, ma in realtà ha un passato da giocatore di rugby e per diletto allena una squadra femminile di rugby; insomma uno con cui non litigherei nemmeno sotto effetto di sostanze stupefacenti. Le vere “canaglie” della sala sono però i giocatori presenti. Canaglie in senso affettuoso ovviamente.

La sala raccoglie giocatori che provengono non solo dalle zone limitrofe, attirati dalla cortesia e competenza dello staff e dai montepremi succulenti. Spesso presenti giovani skillati grinder dell’online e vecchie volpi dei tornei live, come Gianni Bussolino, runner up all’IPT di Saint Vincent che ho avuto il piacere di intervistare un po’ di tempo fa.

A me però interessano i personaggi un po’ fuori dal comune, quelli per cui il poker è solo passione e divertimento, non uno strumento per fare cassa. E chissenefrega se non depolarizzano i range o se chiamano fuori odds. Così, mentre sono seduto al tavolo, ho conosciuto Abelardo, un signore con un’età indefinibile compresa tra i 65 e i 182 anni, con evidenti difficoltà uditive. Il suo vero problema però è che ha pescato il posto più sfigato del tavolo: seat 10. In pratica seminascosto dal dealer. Non che questo rappresenti un grosso ostacolo per lui, tanto gioca totalmente a caso.

Non nel senso tecnico della frase, ci mancherebbe, non mi permetterei mai di discutere le giocate di nessuno, ma nel senso che apre, rilancia e folda quando lo decide lui, indipendentemente se tocchi a lui parlare oppure no. Al dodicesimo richiamo del dealer, che lo invita cortesemente a prestare maggior attenzione al tavolo, Abelardo sbotta infastidito che è tutta colpa del dealer che lo copre dalla vista del resto del tavolo.


Abelardo, amico mio, hai perfettamente ragione tu, la prossima volta chiediamo un dealer di vetro, così se ti capita ancora il posto dieci puoi riuscire a vederci attraverso, o male I love poker, I love circolo sotto casa!che vada lo escludiamo dal tavolo e se ci dimezzano la rake, le carte le diamo via noi! Poi a metà serata succede l’inenarrabile, il fatto che non ti aspetti: un player ha avuto l’ardire di litigare con il Bingo. Il giocatore, con una stazza a metà strada tra un frigorifero americano ed un pianoforte a coda si era lamentato, anche se lamentato non rende bene l’idea, perché il Bingo in conseguenza di un “clock” non gli ha fatto il conto alla rovescia degli ultimi dieci secondi prima di foldargli la mano. Il player forse lavorava allo Space Center di Cap Canaveral e voleva lanciarsi sul tavolo come uno space shuttle alla fine del countdown.

Purtroppo tutta l’action si è svolta in un tavolo diverso dal mio, ed io ero in perfetto average: una birretta per livello, per cui non so raccontarvi come sia finita la vicenda. Inoltre c’era Abelardo che voleva limpare a tutti i costi dopo un raise ed una 3bet, per cui dovevo prestare attenzione al mio tavolo. A due tavoli left assisto ad una scena destinata ad entrare negli annali di tutti i circoli sotto casa di tutto il mondo.

Un signore fa la solita manfrina infastidito di dover foldare il suo punto al river e poi, come spesso accade, gira la sua mano mostrando coppia di sette e dichiarando: “Se al river esce l’asso di cuori invece che di picche te le porto via tutte perché chiudo colore” risposta ironica di oppo: “Ma come fai a chiudere colore se al flop c’erano solo due cuori? Avevi coppia di sette suited?!?!?!?” risposta convinta del player: “Si erano suited!

Dopo questa perla ho visto gente che ha tentato di usare le chips per tagliarsi le vene! Era una notte buia e tempestosa, per cui ha forse importanza chi ha vinto il torneo o chi ha fatto scoppiare la bolla? Assolutamente no, perché il poker è fatto di persone con le loro storie, che certe volte mi diverto a raccontarvi. I love poker, I love circolo sotto casa!