Pubblicato il da Giuseppe "Pidduv" Messineo

Il poker è un inferno, date retta a me. Dante Alighieri, uno che nella scrittura aveva un pò di skills da far valere, ne sapeva parecchio sull’inferno. Lo scrittore toscano, nato a Firenze nel 1265, aveva suddiviso l’inferno in nove cerchi...


Se analizzati bene, ogni cerchio si adatta alla perfezione ad una particolare categoria di giocatori di poker, che io ho sapientemente elaborato per voi. L’idea era quella di scrivere l’articolo in terzine incatenate di versi endecasillabi in lingua volgare fiorentina, ma poi ho ritenuto opportuno renderlo maggiormente comprensibile a tutti.

Primo cerchio: Limbo
A questo cerchio infernale appartengono tutte quelle persone che non hanno mai giocato a poker, o perché vissute in epoche antecedenti alla scoperta del gioco o perché non interessate ad esso. Non si sono macchiati di un vero e proprio peccato pokeristico, ma comunque non sono degni di assurgere al paradiso del poker. La loro pena eterna: condannati a vedere ininterrottamente un tavolo finale di badugi.

Secondo cerchio: Lussuriosi
Nel secondo cerchio troviamo tutti i giocatori poker che si siedono al tavolo solo per broccolare le quote rosa del torneo o le dealer carine. Come nella vita erano travolti dalla passione, così nell’inferno sono travolti da tutte le dealer che hanno incontrato nella loro carriera che gli lanciano contro delle chips in ghisa.

Terzo cerchio: Golosi
Qui troviamo tutti quei giocatori che non riescono a stare per due ore senza sgranocchiare qualcosa al tavolo. Al commerce di Los Angeles si usa mangiare ali di pollo fritte, direttamente al tavolo di gioco. Se vinci un piatto, prima di impilare le chips, devi grattare via tutto l’unto delle alette di pollo. Testimonial ad Honorem: Greg “fossilman” Raymer.

Quarto cerchio: Avari
Cerchio popolato principalmente da giocatori da circolo. Sono quelli che restano con un buio e mezzo e foldano dal big blinds perché manca uno alla bolla. E non si rendono conto che saranno sempre loro la bolla! Come punizione devono giocare solo cash e sono obbligati a postare tutte le mani straddle e super straddle.

Quinto cerchio: Iracondi
Neanche a dirlo. Uno dei cerchi più popolati dell’inferno del poker. All’ingresso c’è la foto di Phil Hellmuth (foto). Per tutti quelli che hanno perso le staffe al tavolo, augurando morte e distruzione a dealer, oppo e florman. Per l’eternità gli The Poker Bratverrà servito solo A-A e saranno sempre scoppiati da 7-2 off e per punizione saranno obbligati a complimentarsi con oppo per la gestione della mano.

Sesto cerchio: Eretici
Per tutti quelli che in vita han sempre creduto che il poker fosse solo un gioco di abilità e non conti nulla la fortuna. Giacciono su sedie infuocate, obbligati per l’eternità a baciare le foto di Jamie Gold e Jerry Yang.

Settimo cerchio: Violenti
Categoria quanto mai sottovalutata. Di solito va di pari passo con quella degli alcolizzati, i quali misteriosamente non possiedono un cerchio tutto loro. Di solito li vedi prendere a testate le pareti di cemento, usando la falsa espressione “mi hanno scoppiato gli assi e sono andato a parlare con i muri” Mutati in alberi secchi sono condannati per tutta l’eternità a partecipare alle riunioni degli Alcolisti Anonimi, cantando a squarciagola la sigla di Peppa Pig.

Ottavo cerchio: Ladri
L’espressione “scammer” non era ancora in voga ai tempi di Dante. Cerchio che ha richiesto un intervento di ampliamento a causa dei sempre più numerosi casi che vengono continuamente scoperti. Crocefissi ad un tavolo da poker, vengono perpetuamente tatuati nelle parti intime con i volti di Chris Ferguson ed Howard Lerderer.

Nono cerchio: Traditori della patria
L’ultimo cerchio è riservato a coloro che hanno tradito il proprio paese di origine. Di solito, dopo una cospicua vincita, misteriosamente questi giocatori prendono residenza in paese fiscalmente amici. Così finlandesi diventano inglesi, danesi diventano monegaschi e olandesi diventano maltesi. Immersi nel ghiaccio con un passaporto infilato in posti innominabili, sono costretti a vincere tutti gli anni un braccialetto WSOP e a devolvere al fisco il 100% della vincita ottenuta.