Pubblicato il da Tiberio "Boss" Redaelli

Non è certo facile, anzi direi quasi impossibile decretare il giocatore di poker live più forte di tutti i tempi. In questo articolo scherzoso, inserito nella rubrica Poker e Risare cercheremo di assegnare questo ambito titolo, tra i tanti giocatori pretendenti, da Phil Laak a Phil Hellmuth, da Doyle Brunson a Phil Ivey.

 

Nelle chiacchiere da bar i nomi si sprecano. Io vi giuro che durante un’animata discussione su chi fosse il più forte Professional poker player di sempre ho sentito un avventore dichiarare tutto il suo sostegno spassionato a Phil Laak… Ora che Phil sia un buon giocatore di sicuro non lo scopro io, che sia un gran personaggio al tavolo che faccia sempre divertire è cosa nota, che la sua compagna (Jennifer Tilly detta “la Tyllona) abbia due tette che quando vanno in aereo vengono considerate bagaglio a mano è un valore aggiunto, ma da qui a definirlo il miglior giocatore di poker di sempre lo trovo davvero eccessivo!

Rispetto ad altre discipline le difficoltà aumentano in maniera esponenziale. Se vi dicessi “calcio” i nomi sostanzialmente sarebbero solo due: il brasiliano Pelè e l’argentino Maradona. Forse i più giovani opterebbero per una new entry del tipo Messi, ma stiamo sempre parlando di un ristretto gruppo di tre persone. Nel poker, come sempre, le cose si fanno molto più problematiche. Ci sono varie modalità di gioco: poker cash, torneo, live, on line, mtt, sit e chi più ne ha più ne metta, senza contare le innumerevoli discipline, dal classico texas hold’em no limit, alla sua variante limit o pot limit, per poi passare al più tecnico omaha (Con un mio amico che si ostina a chiamarlo Obama, sostenendo sia stato inventato dall’attuale presidente degli Stati Uniti) per poi passare allo stud, al razz, al seven cart, fino al misterioso quando inquietante badugi che quasi nessuno sa giocare.

Facciamo un giochino, proviamo a fare qualche nome, i primi che vengono in mente giusto per non fare torti a nessuno. Io potrei dire che il più grande di sempre è stato Stu Ungar, genio e sregolatezza. Molti dicono che sia il più grande, scomparso prematuramente proprio a causa dei suoi eccessi, è il migliore di sempre, la sua leggenda è alimentata dal fatto che non essendoci più non ha potuto competere con le nuove leve, ma i suoi sostenitori dicono che li avrebbe messi tutti in fila.

O forse bisogna guardare solo i numeri, allora colui che ha vinto di più nei tornei è Antonio Esfandiari. Già, ma in un unico torneo sappiamo bene che ha vinto il 90% delle sue sostanze, per cui ritengo non sia questa la strada da seguire. Forse allora il migliore è Doyle Brunson, non per niente lo chiamano The Legend. Sentirlo solo per un ora narrare le sue vicende è come farsi una visita guidata nella storia del poker, dagli albori ai giorni nostri, andata e ritorno. Ma no, che sto dicendo, il migliore di sempre è Phil Hellmuth, d’altronde è quello che ha vinto più braccialetti WSOP di sempre, ben 12! Peccato solo che a cash sia così scarso, rispetto agli squali che girano le varie room.

Allora è facile dire che il più forte di sempre è Tom Dwan, giocatore della new generation, capace di stupire tutti per i mega pot vinti online e live a cash game, però in modalità torneo non ha mai dimostrato il suo valore e non è ancora una personalità mediatica come molti suoi colleghi. Forse, se parliamo di “bucare lo schermo” il miglior giocatore di poker potrebbe essere Daniel Negreanu? Considerato da tutti l’ambasciatore del poker, sicuramente il ppp più famoso al di fuori del mondo del poker. Però online non è che sia un fulmine di guerra e cash game lo vediamo spesso in difficoltà.

Ma se ci pensiamo bene forse riesco a trovare un nome che potrebbe metterci (quasi) tutti d’accordo. Nato a Riverside in California il primo febbraio 1976, comincia a giocare a poker alla tenera età di otto anni instradato dal nonno. A 18 anni, tramite un documento falso (non un fulgido esempio da seguire!) comincia a girare per i vari casinò americani, dove l’età minima per entrare è 21. Soprannominato il Tiger Woods del poker, sto parlando di lui, sua maestà Phil Ivey! Con svariati braccialetti WSOP all’attivo, di cui il primo vinto nel 2000 credo che incarni alla perfezione il giocatore di transizione tra le vecchie e nuove leve, capace di vincere sia live che online, sia in mtt che soprattutto cash game. Epica è una sessione giocata contro il banchiere miliardario Andy Beal, dove Phil riesce a vincergli circa 16 milioni di dollari. Un unico aggettivo per definirlo? Ipercompetitivo! Basta riportare questo aneddoto tratto dal sito di Barry Greenstein:

Phil era particolarmente affascinato dal videogioco di Pac Man che era nella mia stanza dei giochi e gli dissi che l'avevo regalato alla mia ragazza perché lei era la persona più brava a giocare a Pac Man che avessi mai visto. Phil disse che era lui il miglior giocatore di Pac Man in assoluto……Proprio in quel momento ricevetti una telefonata da qualcuno dall'aeroporto che voleva che andassi lì a ritirare una cosa. Phil e Luciaetta (la ex-moglie di Phil, ndr) stavano giocando con i miei figli e allora chiesi se potevano restare con loro fino al mio ritorno. Phil mi chiese: "Posso giocare alla console?" e io risposi che non c'erano problemi. Quando ritornai a casa un'ora dopo, Phil stava ancora giocando a Pac Man. Mi guardò e mi disse: "Mi dispiace, ma la tua ragazza non ha più il record." -Marco Zanini-