Pubblicato il da Tiberio "Boss" Redaelli

Pare impossibile, ma è successo anche questo: fai secondo al main event EPT di Barcellona nel 2011 e sei anni dopo perdi una battaglia legale contro lo stato che ti costa più del premio vinto e ti manda pure in galera per un anno e mezzo senza passare dal VIA! Peggio che a Monopoli!

Qual è l’elemento più temuto da tutti i poker pro? La varianza? Il donk sculatore? Siete assolutamente fuori strada. L’elemento più temuto da tutti i poker pro è sicuramente il fisco! Ne sa qualcosa Dragan Kostic, pro spagnolo di origini slave, che pochi giorni fa si è visto confermare dal tribunale spagnolo la condanna alla prigione causa evasione fiscale!

Il tribunale ha confermato la condanna ad un anno e mezzo dietro le sbarre, oltre al pagamento di una sanzione pecuniaria complessiva di 630mila euro, dopo che lo spagnolo ha rifiutato il patteggiamento ed ha voluto proseguire la battaglia legale, certo della sua innocenza. Direi proprio che non gli è andata bene. Causa scatenante è l’omissione al fisco delle vincite ottenute nell’EPT di Barcellona del 2011, secondo posto al main per 532mila euro di premio.

Kostic, 55enne macedone che risiede in Spagna da ormai oltre due decenni, non ha incluso nella sua dichiarazione dei redditi la vincita ottenuta. In seguito il fisco è andato a bussare alla sua porta reclamando 228mila euro a saldo della dichiarazione fiscale. Soldi che l’ex macedone si è sempre rifiutato di pagare. In un primo tempo dichiarando il poker come un hobby e non come una professione e successivamente, dopo che il fisco gli aveva fatto notare che altre vincite di 20mila e 70mila euro erano state inserite nella dichiarazione dei redditi, dando la colpa al suo commercialista. Il tribunale non ha ritenuto credibili le sue giustificazioni e si è arrivati a questa maxi pena.

Giusto per tirare le somme: Kostic nel 2011 vince 532mila euro, 6 anni dopo ne deve tirare fuori 630mila (tasse, multa, spese processuali ed interessi) e farsi un anno e mezzo ospite delle galere spagnole. Non un bell’affare diciamocelo francamente! Qual è la morale di questa storia? Non è il cane il migliore amico dell’uomo, ma il commercialista! scritto da Marco Zanini per PokerItaliaWeb.org